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Il Ristorante All’Angolo


Regia: Jackie Kong

Dopo il fu I Ragazzi Del Cimitero e il terribile Non Entrate In Quella Casa, ecco un’altra perla che non può assolutamente mancare nella collezione de “Gli sconosciuti degli Anni 80”. E anche in questo caso, menomale!

Il Ristorante All’Angolo  è uno sconosciutissimo horror demenziale in pieno stile Anni 80 diretto da, pensate un po’, da una donna: Jackie Kong (nipote di King).

La pellicola (che in Italia è passata inosservata) tenta di riportare sullo schermo il sottogenere dell’american-splatter creato nel 1963 da H. Gordon Lewis con il cult amatoriale Blood Feast (il quale, inizialmente, doveva dirigere questo film), ma il risultato non soddisfa le aspettative (le mie, poi le vostre non posso mica saperle io, son mica il mago Otelma!).

Infatti, le recensioni che avevo letto prima di vedere questo film erano positive e molti avevano scritto “Cult degli Anni 80” in merito a questa pellicola e sono state proprio quelle recensioni (maledetti, io vi troverò!) ad invogliarmi nella visione di questa cazzatona.

La storia racconta di due giovani fratelli che, per soddisfare i piaceri del cervello ancora vivente del loro zio psicopatico morto 15 anni prima, iniziano a procurarsi carne umana per un macabro rituale non apotropaico (cioè che al contrario di mandare a fanculo uno spirito maligno, questi due + il cervello vogliono far resuscitare un demone) con il quale potranno riportare in vita la dea Shitar, che non è la 16esima moglie di un sultano arabo che fa il bagno nella benza, ma una divinità (egiziana credo, anche perché suo fratello fa pizze troppo buone) veneratrice di violenze e di strupri….strupi….sturamenti.


Ovviamente, manco a dirlo, la divinità (che ha un buco nella pancia che sembra proprio la bottega dei pantaloni) può rinascere solamente con un banchetto a base di budella di prostituta (tra cui Anne e Babette Brown, due famose troie maltesi di origine napoletana…..citando il leggendario Paolo Villaggio).

La trama poteva essere interessante se sviluppata meglio, ma alla fine il film risulta una cazzata noiosissima di 90 minuti piena di tette e culi manco fosse quel cultone di Rimini Rimini (ma le tette di Serena Grandi erano tra i Guinness dei primati e fanno eccezione).

Tranne i convincenti minuti iniziali, di scene di paura non se ne vedrà più, ma anche i momenti divertenti sono veramente pochi e si contano sulle dita di una mano di un soldato tornato dal Vietnam. 


L’unica scena che fa veramente ridere fino alle lacrime (anche perché è assurda) è quando uno dei due fratelli taglia di netto le mani di un cuoco ciccione il quale, con una calma olimpica, si siede in macchina e inizia a GUIDARE CON I POLSI MUGUGNANDO, finché non si và a schiantare a causa del sangue schizzato tutto sul parabrezza (e questa è la scena migliore del film…..).

Un’altra scena piuttosto divertente è quella in cui un’altra vittima viene investita una trentina di volte facendo retromarcia sul suo corpo e, ad essere sinceri, anche il colpo di scena finale, seppur banalissimo, fa sorridere (e, tra l’altro, ricorda molto quello di Terror Vision, uscito l’anno prima), ma 5 minuti sono troppo pochi per salvare un film di 90 minuti recitato non benissimo (“attori” che poi non faranno neanche una comparsata tra il pubblico di Forum) e diretto veramente male.

Per il livello di trashume ricorda vagamente Tragica Notte Al Bowling, anche se quello fa leggermente più schifo (ma le attrici di quel film avevano delle tette più belle….ma mai come quelle di Serena Grandi in Rimini Rimini….o di Jamie Lee Curtis in Una Poltrona Per Due….o…).

Chiudendo a chiave l’ormone, concludo affermando che, personalmente, avrei preferito una storia magari più semplice senza far intervenire la figura della dea (magari con la storia sempre di due fratelli ma che, per un morboso desiderio, catturano e torturano ignare vittime in un ristorante disperso nel nulla….secondo me sarebbe stato molto più macabro, poi boh!).

UNA CAZZATONA UNIVERSALE CONSIGLIATA SOLO AGLI AMANTI DEL TRASH NUDO E CRUDO E AI NOSTALGICI DEGLI ANNI 80.

LA COSA MIGLIORE DEL FILM È SICURAMENTE LA FANTASTICA COPERTINA, NON C’È OMBRA DI DUBBIO!

LA RECENSIONE È FINITA E QUINDI VAMOS ALLA PLAYA OH OH OH……


Giudizio complessivo: 3.5
Buon divertimento,


Nicolò Benincà


Film Completo



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