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Come To Daddy




Regia: Ant Timpson

Sarò sincero, ciò che ha mi ha spinto a guardare Come to Daddy è l’attaccamento al protagonista della storia, ovvero l’attore Elijah Wood conosciuto al mondo per la sua interpretazione di Frodo Baggings della Contea nella trilogia del Signore degli Anelli.

Avevo già recensito in passato un'altra pellicola con lui protagonista, intitolata Grand Piano (Il Ricatto) che mi aveva abbastanza soddisfatto e che vi consiglio di visionare talora non lo aveste già fatto; come stavo scrivendo, se non ci fosse stato Lui, probabilmente sarei passato oltre e sicuramente sarebbe stato meglio. 

Mi spiego meglio. Come To Daddy dovrebbe essere un thriller, quindi dovrebbe stimolare un certo tipo di emozioni negli amanti del genere (a cui appartengo), invece la pellicola per il 95 % del tempo annoia profondamente, tant’è che molte volte ho dovuto resistere alla tentazione di interrompere la visione. 

La trama è questa: un giovane riceve una lettera di invito dal padre che non vede da quando aveva 5 anni, dato che il medesimo aveva abbandonato sia lui che la madre a loro stessi, tema molto ricorrente nelle pellicole americane. Elijah accetta l’invito con la speranza di ricevere spiegazioni per questo abbandono e con l’intima intenzione di ricreare e recuperare l’affetto precocemente tolto. 

Chiaro che non è tutto qui, ci saranno delle sorprese anche abbastanza grottesche e scontate, ma non sufficienti a recuperare l’assenza di una macchinazione più complessa; per l’appunto, la pellicola non regge ed annoia.

Ma, se dobbiamo dirla tutta, ottima l’interpretazione di tutti gli attori, tanto che mi pare il caso di citare alcuni di loro: Stephen McHattie, Martin Donovan, Garfield Wilson, Michael Smiley.

Tutto coordinato e diretto dall’ottima regia di Ant Timpson, a quanto leggo al suo esordio. 

Sconsigliato.

Giudizio complessivo: 4

Cris


Ps: ricordiamo che non è la prima volta che il nostro Hobbit preferito è protagonista di un film scalercio, vedi: Maniac.

Trailer



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