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BoJack Horseman (Stagione 1)


Ideatore: Raphael Bob-Waksberg



RECENSIONE

Tempo fa avevo deciso, causa mancanza di tempo, di accantonare per il momento tutte le serie tv, perché sono troppe quelle che ho lasciato a metà (alcune con grande rammarico) e che prima o poi mi son promesso di riprendere.

Ma tra le poche che ogni tanto restano fuori da questo accantonamento c’è stata, per fortuna, BoJack Horseman, serie animata che era lì da un po’ a stuzzicarmi e che, dopo aver letto un commento entusiastico, è entrata di diritto prima nel mio PC e subito dopo nella lista delle mie preferite.

Quest’anno è stata pubblicata da poco la seconda parte della sesta (e a quanto pare, ahimè, ultima) stagione ma, dovendo chiaramente partire dall’inizio, oggi mi dedicherò esclusivamente alla prima stagione.

Stagione che parte subito col botto e non ci vuole molto a capire il motivo che ha portato questa serie ad entusiasmarmi, dato che quello humour scorretto, a volte pure ingiurioso e che non fa sconti a nessuno in nessun momento, è proprio quello che mi diverte e di cui io stesso non riesco a fare a meno. Gag come quella di BoJack che chiede al povero Herb Kazzaz morente se ci fosse una correlazione tra il suo essere gay e il cancro al retto che lo ha colpito mi ha letteralmente ucciso dalle risate, ma tutta la serie gioca su situazioni come queste, ironizzando sui comportamenti delle star di Hollywood e su tutto ciò che le circonda. E lo fa uscendo molto spesso fuori dagli schemi, e così ci piace.


Dal momento che qui si parla della prima stagione, è fondamentale concentrarsi su ciò che ha reso vincente BoJack Horseman, e cioè i personaggi…vero valore aggiunto oltre alla satira a cui accennavo prima.

BoJack è chiaramente l’MVP indiscusso, per qualche ragione mi ricorda me in alcuni momenti, anche se per fortuna ritengo di non essere così stronzo. E lui a volte riesce ad esserlo in maniera quasi estrema (vedasi per esempio lo sfogo contro la povera Diane per la faccenda del libro), anche se un secondo dopo sfodera un’abilità d’altri tempi nel riuscire a farsi compatire con espressioni da cane…ehm da cavallo bastonato che non possono non farti parteggiare per lui, anche se di fatto l’espressione “brutta persona” sembra coniata apposta per il suo personaggio. La frase “Ora vado a farmi una doccia così non capisco se sto piangendo" è emblematica e rischia di far piangere seriamente i più deboli di lacrima.


Princess Carolyne, dietro a quel bel faccino da gattina persiana, sa essere più tagliente di un machete e riversa la sua sadicità in particolare verso BoJack (“Ricordi una cacca che ha mangiato una seconda cacca e defecato una terza cacca”), ma più di tutti è l’esempio di come l’arrivismo del mondo dello spettacolo non guarda in faccia nessuno e, pur di accaparrarsi una star nella sua squadra, non esita a raggirare chiunque le si ponga dinanzi

Todd, Diane e Mr. Peanutbutter, gli altri 3 personaggi principali della prima stagione, sono assolutamente funzionali per tirare fuori il peggio (e quindi, di conseguenza, il meglio) di Bojack, e si inseriscono perfettamente all’interno delle storie studiate per far emergere il loro carattere. Interessante come venga dato spazio a tutti, rendendo ciascuno coprotagonista di più di un episodio, dove chiaramente il vecchio BoJack resta sempre il numero uno.


A livello grafico, tutti i personaggi sono disegnati in maniera assolutamente intrigante, gli episodi sono brevi il giusto (circa 25 minuti), diretti e da vedere in qualsiasi momento, mentre alcune scene sono a dir poco spettacolari (su tutte quella delle droghe assunte per l’incredibile tentativo di scrivere un libro in 2 giorni, veramente una sequenza da star male dal ridere).

Insomma, non voglio dilungarmi oltre, BoJack Horseman è una serie che, una volta iniziata, non riuscirete più ad abbandonare.

Giudizio complessivo: 9
Enjoy,



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