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Porno Proibito - The Italian Stallion


Regia: Morton Lewis

RECENSIONE

Per il ciclo “La mia prima volta”. 

Kitty e Stud sono una giovane coppia newyorkese che scopa dalla mattina alla sera.

Il loro rapporto si basa principalmente su questo: 4 spinelli, una serie di frasi profonde sull’esistenza e giù di cappellate violente, visto che tra l’altro Stud è uno che non ci va piano in fatto di sadomasochismo.

Per cambiare un po’ aria (e lenzuola), i due tappezzano la città di manifesti con su scritto l’invito ad una festa MOLTO MOLTO speciale…a tal serata faranno capolino diverse persone (tra cui un irlandese ben poco dotato ma pieno di lentiggini e la sempre presente nera Anni 70 con chioma in stile Jackson 5 particolarmente vogliosa di becco di tucano) e ovviamente sarà un party formale basato sugli indissolubili princìpi del galateo del monsignor Giovanni Della Casa.


Girato in soli 3 giorni (e voi passate il week-end sul divano a mangiare nachos, bere birra e masturbarvi, maledetti perditempo!) con un budget di 5 mila dollari, la pellicola è uno squallido prodotto soft-core Anni 70 completamente amatoriale.

Ma cosa rende questo pornazzo di serie B diverso da tutti gli altri pornazzi di serie B del periodo?

Forse, la presenza di Sylvester Stallone come protagonista? 


Eppene sì, perché il buon vecchio Sly, anni prima di duellare sul ring russo contro Ivan Drago o di indossare la simbolica bandana in Rambo, nasconde uno scheletro pene-munito nell’armadio: la futura star di Hollywood era alla canna del gas, dormiva sulle panchine della Grande Mela ed era sull’orlo di compiere furti ed altre azioni illegali. Fortunatamente per lui, trovò un ingaggio esiguo per qualsiasi star che si rispetti ma fondamentale per lui in quelle condizioni, ovvero un ruolo in un porno per 200 dollari.

Anni dopo, quando il successo di Sly divenne mondiale, questo inosservato film divenne di dominio pubblico ed iniziò a far parlare di sé come “Il porno di Sylvester Stallone”, ed anche il titolo “The Italian Stallion” venne coniato molti anni dopo. 


La pellicola, leggenda e storia a parte, è veramente squallida: piani sequenza statici di anche 7/8 minuti (i due che scopano sul divano ci nascono, ci crescono e ci muoiono su quel cazzo di divano), trama inesistente, onnipresenza di musica dance e d’atmosfera (bella eh, ma anche meno), situazioni assurde sotto l’effetto di stupefacenti (sia nel film, sia sul set evidentemente) e soprattutto il finale….QUEL FINALE! L’orgia di gruppo che dura quella mezz’ora in cui non succede un cazzo di niente, con quelli che scopano sul divano, gli altri per terra di fronte ad uno specchio deformate, quell’altra invece che sbuccia e mangia una banana (credo sia un’allegoria a qualcosa di più profondo, un indizio che il regista inserisce in maniera velata nel suo film e che lo spettatore deve cercare di decifrare).

Ci si può eccitare, ma non basta solo quello (almeno a me che per ora non ho problemi di impotenza).

Stallone normalmente dotato (vicino a Rocco ci fa na figura ‘e merd).



UN PORNAZZO SOFT SENZA VISIBILI (MA INTUIBILI) PENETRAZIONI.

OSCAR PER LA MIGLIOR CHIAPPA NERA 1971.

CONSIGLIATO AI MASTURBATORI COMPULSIVI;

SCONSIGLIATO NEI CONVENTI.

Giudizio complessivo: 2
Appiccicosa visione,



Trailer



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