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Monster Party


Regia: Chris von Hoffman


Film che è passato un po’ inosservato, poco pubblicizzato ma con alcuni spunti piuttosto interessanti e che non merita di finire nel dimenticatoio senza una recensione sul sito più in voga del momento. Ma visto che nessuno di quel sito si è preso la briga di scrivere qualcosa in merito, vi dovrete accontentare di quella del nostro blog.

Brevemente la trama. Tre ragazzi, ladruncoli di professione, tentano il grande colpo in una villa dove, ad aspettarli, troveranno personaggi piuttosto strambi che non renderanno facile il loro compito. Anzi, saranno volatili per diabetici, come direbbe il nuovo membro della Commissione Unesco.


Già dal principio si intuisce che la violenza non mancherà di certo (ed in effetti sarà buona protagonista di tutta la faccenda) e sarà proprio questa che riuscirà a risollevare la situazione quando alcune piccole defaillance proveranno ad emergere. Una violenza che si tramuta in un buon dosaggio di splatter ed arti mozzati che, in un film generizzato come horror, ci stanno sempre come il campari nel bianco frizzante, soprattutto quando la resa grafica non delude le aspettative.

L’atmosfera che si respira nella villa appare piuttosto inquietante sin dalle prime battute, si intuisce che c’è qualcosa che non va e la tizia appena entrata che saluta la compagnia bisbigliando quel “Help me” che dà meno garanzie delle promesse di Giggino Di Maio contribuisce ad aumentare questa percezione. Non giriamoci attorno, lo spettatore sarà incuriosito.


E a fare la loro parte nell'incuriosire ci sono senza dubbio i personaggi. Probabilmente le interpretazioni non sono così memorabili, anche se mi sento di poterle promuovere senza alcuna riserva, ma quello che risulta vincente è il loro assortimento, il come vadano a contribuire con il loro carattere e la loro storia alla piena riuscita dell’operazione. Tra tutti, quello che ho maggiormente apprezzato è il presunto capo della congrega, il nero interpretato da Lance Reddick che tenta di portare avanti il suo obiettivo il più possibile e quando pure lui sbrocca è fantastico.


Peccato che molto probabilmente la faccenda degenera un po’ troppo velocemente (e che volevate, 3 ore di film alla Scarface?), sacrificando quindi la componente realistica e pure sul finale onestamente la fanno leggermente fuori dal vaso, con una dose di tamarraggine forse non richiesta (e magari pure un tributo a Kill Bill non so quanto voluto). 

Ma sapete cosa vi dico? Chissenefrega, l’idea non è malaccio, l’intrattenimento c’è, le teste mozzate pure e la breve durata aiuta senza dubbio a lasciare un buon ricordo. E oltre a questo lascia anche un messaggio importante: “Scegliete con cura le case che volete rapinare”.

Giudizio complessivo: 7
Enjoy,

Luca Rait



Trailer


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