Cat Sick Blues


Regia: Dave Jackson

RECENSIONE


WTF???

Esatto sì, è stata proprio questa la reazione appena terminato il film, ma che cazz ho appena visto??? E soprattutto, visto che è uscito nel 2016, come mai ci ho messo così tanto a metterci le mani sopra???

Non si possono infatti trovare molte altre parole per descrivere questo malatissimo filmaccio australiano dalla trama alquanto bizzarra, in seguito alla lettura della quale gli appassionati del genere non potranno che mettersi comodi sul divano per la visione.

Il povero Ted ha perso il suo caro gatto a cui era profondamente legato e diciamo che non metabolizza proprio benissimo il lutto, cercando di far rivivere l’animale attraverso il sacrificio di svariate persone, che grazie al loro sangue, dovrebbero riportare tra noi il Lazzaro felino prima citato. Non serve che vi anticipi che la faccenda prenderà una brutta piega.


I gatti sono chiaramente i protagonisti, tanto che appare piuttosto chiara una lievissima punzecchiatura a tutti coloro che umanizzano ben oltre il normale i propri amici a quattro zampe e li troviamo ovunque. Un bong a forma di gatto, gatti disegnati sulle tazze della colazione e sulle magliette (e fin qui nulla di strano), un tizio con una maschera di gatto che non si toglie manco mentre si sega e uno strapon gigante con un pene felino che Tetsuo spostati proprio (e qui beh insomma non è roba che si vede tutti i giorni).


La violenza non manca, lo splatter si rende ben presto protagonista e d’altronde con quella trama lì che cazz vi aspettavate??? Il sangue abbonda così come le uccisioni, che sono rese credibili da effetti interessanti , seppur probabilmente realizzati con un budget di pochi spiccioli.

Le musiche sono accattivanti e svariano sapientemente tra elettronica e hardcore, trovando un eccezionale equilibrio in particolare nei fantastici titoli di testa, francamente tra i migliori che mi sia capitato di vedere e il politically incorret che si respira ad ogni angolo (abbracciando temi anche piuttosto scomodi ed attuali) non risparmia veramente nessuno, grazie ad una realizzazione senza filtri, diretta e che ti sbatte in faccia tutto il marcio che si respira durante la storia.


Ecco fino a qui sembrerebbe quindi un capolavoro, ma purtroppo ci sono inevitabili scivoloni che impediscono una valutazione che altrimenti sarebbe stata da zona Champions League.

In primis vi sono alcuni momenti di fiacca, che ad un certo punto rischiano di farti sopraffare dal sonno, in aggiunta ad uno scarso approfondimento dei personaggi e dei rapporti che si vengono a creare tra di essi (ed è un peccato in quanto i due protagonisti sono proprio una bella coppia di pazzi con molto da offrire). Ma ciò che più penalizza il lavoro è una struttura narrativa deficitaria, con idee spesso buttate lì a casaccio e una confusione di fondo su cosa voglia essere di fatto il film, spaziando senza troppo costrutto tra horror, commedia, siparietti divertenti e disgustosi e risultando a volte quasi involontariamente ridicolo.


Ma alla fine ci si può passare sopra, grazie ad alcune scene epiche, tipo quella del parto o quella in cui il buon Ted sgozza la tizia e poi se ne corre avanti e indietro come una checca isterica per tutta la cucina, nudo e con quel cazzone da gatto legato in vita. Di scene strane ed esilaranti ne ho viste parecchie, ma questa colpevolmente mi mancava.

Detto ciò consiglio la visione agli appassionati di roba splatter-malata-weird e anche agli amanti dei gatti (purchè sempre appartenenti alla categoria precedentemente citata), mentre ne sconsiglio la visione a tutti gli adoratori della settima arte in quanto tale.

Ora vi saluto perché devo andare a nutrire PATRICK, il mio gattino.

Giudizio complessivo: 7.3
Enjoy,




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