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C’est La Vie – Prendila Come Viene


Regia: Éric Toledano & Olivier Nakache

RECENSIONE

Toledano & Nakache sono sicuramente le due punte di diamante della nuova Comédie Française cinematografica: dal loro primo successo Primi Amori, Primi Vizi, Primi Baci al blockbuster Quasi Amici (film che personalmente detesto abbastanza) fino a quel capolavoro passato inosservato di Troppo Amici, i due registi e sceneggiatori francesi hanno mostrato quanto ancora la loro nazione ci sappia fare in ambito di commedia cinematografica tramite l’importanza del dialogo, caratteristica fondamentale per una buona commedia d’oltralpe che si rispetti.

E così nasce Le Sens De La Fête (titolo originale), pellicola uscita un anno fa di stampo puramente americano (in bilico tra i disastri di Sellers in Hollywood Party di Blake Edwards ed il cinismo landisiano) ma dalla sceneggiatura in pieno stile Comédie française: dialogo e battuta, dialogo e battuta, dialogo e battuta. 


Max (uno strepitoso Jean-Pierre Bacri) è un nevrotico e stressato wedding planner sull’orlo del divorzio che deve cercare di rendere indimenticabile il giorno delle nozze di Pierre, un insopportabile e stronzissimo borghesotto francese che sogna (e pretende) il matrimonio del secolo, tra camerieri vestiti in maniera oscena e un castello suburbano come location.

Ma Pierre non ha preso in considerazione la follia che scorre nell’équipe che dovrà organizzare tal festone: colleghi che non si sopportano l’uno con l’altro, fotografi arroganti, camerieri che hanno avuto una storia nientepopodimeno che con la sposa e tante, tante altre figure di merda!

I due punti di forza dell’ultimo film della coppia di cineasti sono sicuramente il sapiente lavoro in fase di scrittura, come già detto, e soprattutto la bravura di un cast di attori poco noti oltre i confini francesi: dal già citato Bacri al figaccione e compagno di merende di Jean Dujardin Gilles Lellouche, che sembra divertirsi un mondo nel ruolo dell’animatore caciarone, per passare alla fantozziana figura interpretata dallo stralunato Alban Ivanov (protagonista di una gag che mi ha ucciso) fino ad arrivare al mio preferito, l’ex professore di italiano interpretato da un depresso e sporchissimo Vincent Macaigne che cerca di conquistare il cuore della donna amata…ovvero la sposa. Poi il suo continuo correggere gli errori grammaticali altrui lo trovo personalmente sublime.

“Lo trovo personalmente” non si dice, è un pleonasmo

Ah, scusa

Lo trovo sublime.
  

Ma l’apice del film lo si raggiunge con l’arrivo del presunto finanziere, che costringe alcuni camerieri pagati in nero per quella sera a camuffarsi tra i commensali del buffet matrimoniale.

Tra una battuta e l’altra, i due registi mostrano tra le righe le differenze sociali tra i vari personaggi (i borghesi che partecipano alla festa, i lavoratori (Prrrr) francesi e quelli cingalesi) messi alla berlina sotto forma di creature non troppo stereotipate similmente alle commedie di Molière bla bla bla….


Nella colonna sonora, la sempre bellissima ed evergreen Can’t Take my Eyes off You.

A mio avviso, va visto almeno due volte: la prima per fare la conoscenza di tutti i personaggi (e sono veramente tanti) e scoprire tutte le loro nevrosi; la seconda, avendo già fatto conoscenza di ognuno, per trovarsi più a nostro agio con personaggi bizzarri che abbiamo già avuto il piacere di conoscere.

UNA SATIRICA COMMEDIA MADE IN FRANCE CHE SANCISCE ANCORA LA BRAVURA DI TOLEDANO E NAKACHE NEL RENDERE COMICA LA FIGURA DI MERDA PEGGIORE TRA UN CAMERIERE ED UNA CLIENTE.

Giudizio complessivo: 8
Buona visione,



Trailer


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