Peacock: La Recensione del Film



Regia: Michael Lander


John Skillpa, un tranquillo impiegato di banca che vive nella piccola Peacock, ha un carattere mite, dimesso ed è invisibile alla comunità.

Nasconde però un segreto: uno sdoppiamento di personalità, una donna che ogni mattina fa le faccende e cuoce la colazione prima che inizi la sua giornata. Ma un evento improvviso porterà allo scoperto l'alter ego di John, Emma, e tutto si complica...

Opera prima (e per ora unica) di Michael Lander, uscito solo per home video, non è un film perfetto, ma merita una seconda occasione, se non altro per il cast di primo livello e un Cillian Murphy ancora una volta strepitoso (se mai ci fossero ancora dubbi).


Siamo in zona Psyco: sdoppiamento di personalità, travestimento, difficile rapporto con la madre, ma al di là di questo l’opera di Lander sviluppa una storia tutta sua. La psiche instabile di John, che nelle mura domestiche per alcune ore al giorno si trasforma in Emma, rischia di esplodere quando un evento inaspettato porta la “donna” allo scoperto, e piano piano cerca di prendere il sopravvento sulla parte maschile, entrando in contatto e interagendo con il mondo esterno.

I riferimenti al passato di John, il rapporto insano con la madre, le violenze subite, causa della sua follia, sono solo accennati da flashback e voci fuori campo, creando un puzzle che lo spettatore deve ricomporre per comprendere la narrazione del presente. Questa scelta aggiunge una nota di mistery alla storia, non svelando subito né il problema psicologico del protagonista, né le cause scatenanti, dando la continua sensazione che ci sia qualcosa in sospeso, di irrisolto.


D’altro canto la tensione narrativa è garantita anche dallo sviluppo psicologico di John, in questo altalenarsi di personalità, che cercano l’una di dominare l’altra fino al colpo di scena finale.

Cillian Murphy è strepitoso nel dare corpo e voce alle due personalità del protagonista, credibile sia nei panni maschili che femminili, abilissimo nel dare sfumature diverse ai due personaggi, con un attento studio su mimica, gestualità e toni della voce.


Sebbene la corporatura esile di Murphy e i suoi tratti femminei si adattino bene al ruolo femminile (senza tra l’altro un uso di un trucco eccessivo che risulterebbe falso), è però inverosimile che nessuno dei personaggi che interagiscono cono lui/lei si accorga che siano la stessa persona, e questa la trovo una grave pecca che rovina l’impatto generale della storia. Tra l’altro sarebbero bastati pochi accorgimenti di sceneggiatura per risolvere: Emma poteva fingersi la sorella e non la moglie (ecco spiegata la somiglianza) oppure gli altri personaggi potevano interagire o solo con la versione maschile o solo con quella femminile, così da non accorgersi della somiglianza.

Uno scotto da pagare per godere di una pellicola che non merita l’oblio assoluto e che consiglio di vedere.

Giudizio complessivo: 7

Buona visione,


Trailer



Lasciate un commento, oh voi che leggete...
Per non perdervi neanche una recensione, seguiteci qui 😉:

     

Nessun commento:

Posta un commento