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Tutti Gli Uomini Del Deficiente


Regia: Paolo Costella


Ecco qui, signori lettori, l’esordio al cinema delle mitica Gialappa’s Band che, su richiesta dei fan di Mai Dire Gol, realizza questa stranissima opera che unisce cinema, tv e radio.

Leone Stella (Arnoldo Foà) è il vecchio proprietario della Totem Arts, azienda che produce videogiochi. Arrivato ad un certa età decide di lasciare le redini della fabbrica ad una persona che si chiama come lui (Leone Stella, Stella Leone, Leon Star, Miriam Leone e Martina Stella….). Ovviamente gli omonimi del presidente saranno tantissimi (anche troppi) e così colui che diventerà il nuovo proprietario della fabbrica sarà colui che riuscirà ad arrivare primo alla gara disputata tra i vari Leone Stella (gara che si ispira ad uno dei videogiochi della multinazionale). 

Raccontare la trama di questo film è impossibile, perché alla fine è costituito da tantissime gag più o meno riuscite che vedono per protagonisti tutti i gareggianti alla sfida, in una sorta di Rat Race (capolavoro della comicità americana con Rowan Atkinson) però meno riuscito.

Meno riuscito non per colpa della regia o degli attori (anche se sono veramente troppi), ma per colpa di una sceneggiatura debole e a volte ripetitiva (ed è un gran peccato visto che tra gli sceneggiatori vi sono proprio i Gialappi e uno di loro, il Signor Giorgio, è stato anche uno degli sceneggiatori di Tre Uomini E Una Gamba!).

La storia poteva anche funzionare, ma tantissime gag e alcune situazioni restano troppo nel contesto televisivo di Mai Dire Gol (in primis la presenza delle voci della Gialappa’s che commentano, che fanno sicuramente ridere ma risultano anche fuori luogo).

A reggere in piedi la baracca vi è un cast di comici da far paura (in senso positivo aha): da Maurizio Crozza a Paolo Hendel, da Fabio De Luigi a Luciana Littizzetto.

I personaggi più riusciti del film, però, rimangono quelli che con la storia c’entrano pochissimo e che si vedranno solo 5 minuti: i 3 mafiosi giapponesi della Yakuza Sakato, Pokoto & Mamoto, interpretati magistralmente (manco a dirlo) da Aldo, Giovanni e Giacomo.

Se volete (tanto la recensione è ormai stata pubblicata quindi vi attaccate al ca…) eccovi tutto il gigantesco cast di questo film:

Il già citato Foà;

Claudia Gerini: la protagonista….parecchio antipatica e, purtroppo, anche poco figa;

Fabio De Luigi: dopo i mafiosi giapponesi il personaggio più divertente, completamente rincoglionito;

Giovanni Esposito: ovvero il prete sfigato….divertente; 

Maurizio Crozza: finalmente fuori dalla satira politica, interpreta Leone Stella Dj (Lsd), personaggio fuori di testa….molto ma molto divertente;

Paolo Hendel: l’ex marito della Gerini….così così;

Gigio Alberti: Leon il killer (parodia di Leon con Jean Renò)….pure qui così così (perdonne moi pour la rimà);

Marina Massironi: la pornostar….simpatica;

Andrea Brambilla: la cavia umana.…forte ma fa una fine senza senso (e dopo che, senza accorgermene, ho spoilerato che Edward Norton e Brad Pitt in Fight Club sono la stessa persona non dico più nulla, promess…oh cazzo!);

Ugo Dighero: l’ex RIS, qui non dice una parola e si vede un attimo….veramente sprecato.

Altri piccoli ruoli, se non veri e propri cameo, vengono fatti da: Gioele Dix, Bebo Storti, Carla Signoris (moglie di Crozza), Luciana Littizzetto, Francesco Paolantoni (“Ho vinto qualche cosa?”), Francesco Salvi, Alessia Marcuzzi (una figa della madonna), Barbara D’Urso (Ahahahahahahahaha si ahahahaha), Ale & Franz, Enrico Mentana (non quello imitato da Crozza) e un giovanissimo Francesco Mandelli.

La pellicola alla fine è basata tutta sulla verve dei personaggi i quali, bene o male, divertono (grazie esclusivamente all’interpretazione dei comici) e salvano dall’oblio della sceneggiatura.

Gli effetti speciali e soprattutto il videogioco sono terrificanti….e i momenti del videogioco sono veramente tanti (nel quale vi sono citazioni a Duel, Paura E Delirio A Las Vegas, Tango & Cash e Wargames).

Perla uditiva è la colonna sonora nonsense dei divini Elio E Le Storie Tese, della quale rimangono nella corteccia cerebrale “Yes I love you in the sky” e “Tonza, Patonza”.

Nonostante le aspettative, fu un floppone al botteghino.

UN’OPERA ENORMEMENTE DEMENZIALE CHE CONTA DI UNA SCENEGGIATURA SCIALBA MA DI OTTIMI COMICI, I QUALI FANNO DI TUTTO PER FAR FUNZIONARE QUESTA GIGANTESCA OPERAZIONE DI CINE-TV (come fu Il Papocchio).

CONSIGLIATO SOLO AI FAN ACCANITI DELLA GIALAPPA’S E DELLO HUMOR DEMENZIALE ALLO STATO PURO (chi cerca una raffinata commedia italiana abbandoni la recensione tra 3…2...1).

Giudizio complessivo: 5,5
Enjoy,





Film completo


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