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Colazione da Tiffany


Regia: Blake Edwards

Chi non conosce Colazione da Tiffany, almeno per sentito dire?

Il volto di Audrey Hepburn nell'iconica posa della locandina chiunque lo ha visto, in un bar, su una maglietta o stampato su qualche cartolina.

Questa pellicola è senza dubbio una di quelle meglio rappresentative del cinema hollywoodiano di ogni tempo, quello fatto di storie a lieto fine, con uno stile estremamente positivo e classico.


La storia non è particolarmente complessa, è quella di Holly, una giovane ragazza che vive da sola e che sogna la vita da miliardaria. Per riuscire a diventare ricca cerca di sposare qualsiasi uomo abbiente che incontri ma, ovviamente, nessuno sarà il suo principe azzurro e deciderà di lasciarli tutti, uno dopo l'altro. A cambiare la sua routine ci sarà Paul, uno scrittore che si è appena trasferito nel piano superiore che si innamorerà presto di lei, un amore non basato sul denaro ma sui sentimenti veri ed autentici.


La protagonista indiscussa della pellicola è ovviamente la signorina Audrey, un personaggio ambivalente, tenero e deciso, libertino e fedele, una ragazza spensierata che riesce a far impazzire tutti gli uomini sia per il suo carattere solare che per la sua bellezza semplice e pulita. Gli altri personaggi, tra i quali il buon Paul, riescono a creare un ottimo contorno che compensano l'eccentricità di Holly con una maggior autorevolezza e, se vogliamo, freddezza.

L'alchimia tra Holly e Paul sarà il perno del film, riusciremo a sorridere nel vederli insieme e ci stupiremo di come, nel mondo hollywoodiano, tutto sembri così facile e così perfetto. Un ritratto assolutamente non fedele di una storia d'amore ma, in fondo, negli anni '60 c'era un maggior ottimismo e una maggior voglia di felicità forse, quindi nulla da contestare sotto questo punto di vista.

Visivamente il film è molto accattivante ed elegante, a partire dalla bellissima scene d'apertura all'alba fino a tutte le riprese effettuate in interni, spazi ottimamente arredati e curati nel minimo dettaglio, in particolare l'appartamento di Paul.


Questa cura per i dettagli non si vede solo nei mobili ma anche, e soprattutto, nel vestiario. L'attenzione alla moda è palese e ogni outfit è sempre impeccabile e ricercato, creando un atmosfera di alta classe anche se, in fondo, i protagonisti non sono nemmeno così ricchi quanto vogliano far sembrare.

Voce fuori dal coro in questa pellicola è il vicino asiatico di Holly, Mr.Yunioshi. Il suo compito è quello di urlare per tutto il tempo e di lamentarsi in continuazione, un asiatico tra l'altro interpretato da Mickey Rooney, un attore assolutamente non cinese che si limita ad indossare una dentiera con dei dentoni giganti e a strizzare gli occhi quando parla. Una visione abbastanza stereotipata che risulta comunque simpatica e ricorda molto la goffaggine dell'ispettore Clouseau, protagonista della saga della Pantera Rosa, diretta qualche anno più tardi dallo stesso Edwards.

Il ritmo della pellicola, grazie anche a presonaggi fuori dalle righe come Mr. Yunioshi, risulta più che buono ed i frequenti scambi arguti di battute tra Holly e Paul contribuiscono a rendere il tutto intrattenitivo al punto giusto.


Ero partito molto prevenuto nei confronti di questo film ma devo ammettere di essermi totalmente ricreduto; un classico del cinema che andrebbe visto almeno una volta se non di più. Consigliato a tutti, specialmente agli amanti delle storie leggere con il canonico lieto fine.


Giudizio complessivo: 8.5
Buona Visione,


Stefano Gandelli




Trailer



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