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Saw: Legacy


Regia: Michael e Peter Spierig

Premessa: io mi considero un grandissimo fan della saga, per cui potete immaginare l’attesa per quest’ennesimo capitolo del carrozzone Saw. Capitolo che, come già mi era capitato più volte di sottolineare, mi lasciava anche piuttosto dubbioso dato che mi ero mostrato più che favorevole alla chiusura della baracca col film precedente.

Ma si sa, al Saw non si comanda, per cui eccomi caduto nel trappolone. E quando il tizio non ben identificato afferma che il gioco è appena iniziato, l’adrenalina inizia a circolare con una certa decisione.


Già dalle prime battute si intuisce che il copione non cambia, fattore positivo in quanto il fan è proprio questo che vuole vedere: un Jigsaw di turno (chiunque esso sia), un gioco, le trappole, il sangue, le morti e qualche colpo di scena che fa sempre bene.

L’entrata in scena di un Billy in apparenza dimagrito non fa che accrescere il presobenismo, che viene via via sollecitato dal dubbio che i due registi iniziano pian piano a far insinuare nella mente di uno spettatore il cui stato d’animo inizia ad oscillare prepotentemente tra l’incredulo e l’eccitato.

John Kramer è davvero morto?

Ne siete proprio sicuri?


Ora io onestamente non ricordo quando e come era passato a miglior vita (almeno basandoci su quello che ci era stato mostrato), per cui è chiaro che un eventuale ritorno in scena non può che farmi drizzare tutti i peli del naso, anche se il rischio minchiata gigantesca non appare poi così improbabile.

Chiaramente non vi dico come vanno le cose per non spoilerare, ma solo il pensiero che ci sia un buon 0,5% di possibilità di rivedere la sua faccia rassicurante, dovrebbe farvi correre a vederlo immediatamente.

Gli effetti splatterosi non mancano ovviamente, ma in fin dei conti deludono un po’. È chiaro che gli Spieger ci sanno fare e in alcuni casi ci mostrano tutto il loro potenziale (scena finale figherrima secondo me) ed è proprio per questo motivo che un uso troppo limitato (in proporzione alle possibilità) del fattore gore, lascia un filo di amaro in bocca, anche perché le morti sarebbero potute essere decisamente meglio rappresentate.

Non mancano poi ovviamente neppure i congegni trappolosi ma, ricollegandomi alla considerazione precedente, non posso fare a meno di rammaricarmi su un loro sfruttamento solo parziale; faccio un esempio, la sequenza della moto era concettualmente molto interessante, ma la morte dello sfortunato protagonista viene riprodotta maluccio se pensiamo a quanto di più si poteva fare.


Ma smettiamola con i lati negativi, perché qui c’è di mezzo una rossa (Hannah Emily Anderson per chi fosse interessato) che fa prendere moooolto bene (inutile che ci proviate, perché ci sposeremo abbreve) e il suo defilarsi dopo metà film mi lascia pensare che, se ci saranno altri sviluppi come probabile, un suo coinvolgimento più diretto non sia impossibile.

Il ritmo poi non dà tregua, non ci sono tempi morti, la location principale è assolutamente funzionale alla vicenda e lo schema narrativo è vincente, andando a ricordare scelte simili fatte in altri episodi, in un processo di autocitazionismo che non è difficile scorgere in diversi punti.


Per cui in definitiva me ne sbatto se qualcuno (e ci sarà ovviamente) sosterrà che è sempre la stessa zuppa, per quanto mi riguarda potrebbero fare anche Saw 100, tanto io lo guarderò e lo apprezzerò.

E dovreste farlo anche voi perché stanotte vi addormenterete, ma domani potreste svegliarvi con la testa bloccata dentro un tosaerba pronto ad essere messo in moto.

Fate il vostro gioco.

Giudizio complessivo: 7.7
Enjoy,






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