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Conspirators of Pleasure



Regia: Jan Svankmajer


Recensione 1


Prendete Amélie Poulain e coloro che la circondano e scaraventateli, senza preavviso, in una pellicola di Buñuel o in un quadro di Dalì.

Smetterebbero subito di amare quelle piccole cose della vita tipo infilare una mano in un sacco di legumi, far brillare il parquet con le pattine, rompere la crosta della creme brulèe con un cucchiaino e inizierebbero a cercare piacere in modi un tantino più particolari.

Assemblerebbero braccia di manichini e joystick anni '80 per creare una macchina masturbatrice; userebbero le piume di una gallina, la creta e dei giornali porno per creare una testa gigante di pollo; oppure si divertirebbero a creare delle palline con la mollica di pane - per usi inconsueti - nella pausa di lavoro.


Come "Il Favoloso Mondo Di Amélie " anche "Cospiratori Del Piacere" ("Spiklenci Slasti", che non è una supercazzola ma il titolo in lingua originale) è un film dove i personaggi sono alla ricerca di quei momenti, quelle azioni, quei simulacri, che diano godimento, soddisfazione. 

Ma Jan Svankmajer non è Jeunet e il suo universo è dominato dall'inconscio, che si manifesta senza filtri, e con una forza inaudita.

La storia è questa. Ci sono sei personaggi: Mr.Pivoňka, Mrs Malková, Mr. Kula, Mrs. Loubalová ,Mr. Beltinsky e Anna Wetlinskà. Apparentemente tutte persone normali e con vite comuni. Apparentemente. 

La loro quotidianità di perfetti cittadini e rispettabili lavoratori integrati nella comunità scricchiola al momento in cui ci viene aperta la porta della propria casa. 

La storia si apre con il signor Pivoňka che si reca a comprare dei giornali all'edicola, dal signor Kula. Qui si potrebbe pensare che la passione segreta di questo cittadino, dal taglio di capelli alla Palacio, sia quella della pornografia. No, sarebbe troppo normale, troppo semplice.

Dopo aver sfogliato la rivista, piena di procaci signorine svestite, il signor trecciolina si nasconde dentro l'armadio e ne esce solo quando sente squillare il campanello. Arriva la postina, la signora Malková, che con occhi da triglia e l'aria di chi è a conoscenza di qualcosa di misterioso, gli consegna una lettera minatoria. Da qui la situazione degenera.

La postina si nasconde a piano terra del palazzo di Mr. Pivoňka e realizza, con mezzo chilo di pane, una serie di molliche che ripone, con cura, in un barattolino di latta. Intanto vediamo anche un uomo baffuto, Mr. Beltinsky, che si aggira in città rubando ditali di plastica in una farmacia, code di pelliccia di volpe ed altri oggetti particolari; vediamo Mrs Malková -la vicina di casa di Pivonka- che, sotto richiesta dell'uomo, sgozza, con un certo gusto, una gallina e l'edicolante che, appena arrivato a casa, si incolla alla tv per adorare il suo amore segreto, ovvero la giornalista Anna Wetlinskà .


A questo punto si moltiplicheranno le situazioni singolari che, anche grazie all'uso intelligente del marchio di fabbrica di Jan Svankmajer, ovvero la stop motion, risulteranno ancora più bizzarre e grottesche. 

Le vicende sono rese misteriose anche grazie al fatto che il regista non usa alcun dialogo ma solo sottofondi musicali che sottolineano, in modi diversi, momenti più o meno importanti. Le comunicazioni fra i protagonisti avvengono solo attraverso sguardi, spesso furtivi, spesso ammiccanti, che lasciano trapelare come ognuno conosca la perversione e il feticismo dell'altro.

Con l'avvicinarsi del finale vediamo, piano piano, unirsi i puntini fra le vite e i piaceri segreti dei protagonisti, ma non abbiamo mai la certezza di assistere a qualcosa di effettivamente reale.

Perchè a Svankmajer la realtà non interessa. Il mondo in cui ci porta un è mondo visionario e allucinato che deve tanto a Buñuel, Freud, De Sade, Ernst - come confermano i suoi "ringraziamenti" nei titoli di coda - e che, più che inquietante o perturbante, vuole essere divertente e, a tratti, cartoonesco.

Giudizio complessivo: 8.5
Buona visione,




Recensione 2

Terzo lungometraggio del regista Ceco, è uno tra i suoi film meglio riusciti.


La storia, apparentemente senza senso, vede come protagonisti cinque individui legati da un comune destino e da un comune obiettivo: quello di provare piacere. Per farlo ognuno userà tecniche diverse ma ogni cosa va ben oltre al comune concetto di “piacere” e sconfina piuttosto nel campo della piena libertà individuale e di espressione.


Ma andiamo con ordine partendo dalla presentazione dei personaggi:

- Mr. Pivonka è un uomo che vive da solo, con la passione per l’argilla e per la pornografia, costruirà una testa di pollo artificiale con la quale compirà un oscuro rituale;

- Mrs. Loubalovà, la vicina di casa di Mr. Pivonka, è una donna che vive nel disordine e nella sporcizia, anche lei alle prese con la fabbricazione di un feticcio da utilizzare per un rituale altrettanto oscuro e perverso;

- Mrs. Malkovà è la postina del palazzo nel quale vivono i precedenti personaggi, apparentemente sembra una donna tutta d’un pezzo ma vedremo qualcosa di strano in lei, una morbosa attrazione per delle palline di mollica di pane, fatte da lei ogni giorno nel sottoscala;

- Mr. Kula è il giornalaio con la passione della robotica dal quale Mr. Pivonka acquista le riviste pornografiche. È segretamente attratto da Anna Wetlinska, una giornalista che vede ogni giorno alla televisione, in modo ossessivo e maniacale;

- Anna Wetlinska, la giornalista di cui sopra, è invece una donna triste ed insoddisfatta della sua vita coniugale, la sua unica forma di piacere sono le sue due carpe, custodite quasi segretamente in un catino sotto alla scrivania;

- Mr. Beltinsky, ultimo personaggio della nostra storia, è il marito di Anna con una particolare ossessione verso l’onanismo, anche se in questo caso il piacere verrà procurato da strani oggetti costruiti con spazzole, pennelli, chiodi e legno.





Questi sono i vari personaggi che comporranno la pellicola, 6 insoliti protagonisti che cercheranno ad ogni costo la forma di piacere per eccellenza, ognuno in un modo completamente diverso.


Definire questo Conspirators of Pleasure un film erotico è però un azzardo: nonostante infatti le tematiche siano più che palesi, non vedremo mai nessuna scena esplicita, fatta eccezione per le iniziali foto presenti sulle riviste di Mr. Pivonka. Questa accortezza è ottima per lo sviluppo del film perché riesce a focalizzare l’attenzione non tanto sull’atto in sé quanto piuttosto sulla libertà che ciascuno dovrebbe avere per poter esprimere la propria sessualità o, più in generale, la propria personalità.




Come in ogni film di Svankmajer che si rispetti, il sonoro è una delle componenti fondamentali e qui, infatti, ci troveremo di fronte ad un film basato sui rumori. Non sentiremo nessun personaggio parlare, vedremo solo le loro azioni e sentiremo i rumori che il regista ci vuole far sentire, attutendone alcuni e amplificandone altri, sia per un discorso simbolico sia per far immergere lo spettatore in un mondo ancora più surreale.


A proposito di surrealismo, va evidenziato come l’armadio rivesta un ruolo fondamentale, passaggio tra verità e sogno, un luogo nel quale non ci è permesso accedere ma che capiamo fin da subito essere un portale per una dimensione parallela, forse quella della nostra fantasia.

La stop-motion è immancabile ma questa volta è ridotta all’osso, utilizzata solo nella parte finale per animare le “passioni” dei nostri protagonisti. Una scelta diversa rispetto ai precedenti lavori ma che si fa apprezzare, rendendo gli attori in scena oggetti stessi del surrealismo del regista, marionette in un teatro dell’assurdo.



La struttura del film è ciclica, la fine combacerà apparentemente con l’inizio ma per alcuni personaggi ci saranno dei cambiamenti, o meglio, degli scambi che invertiranno le forme di piacere, trasmettendole da una persona all’altra. Il significato è semplice ed è lo stesso del resto della pellicola: la libertà di ognuno, indipendentemente dalla personalità e dai gusti perché un giorno, magari, potremmo essere noi quelli considerati diversi.


Un ottimo film quindi, consigliatissimo a tutti gli amanti del genere e a tutti coloro che amano il cinema surreale e denso di significati.

Giudizio complessivo: 9

Buona Visione

Stefano Gandelli




Trailer




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