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Il Gobbo di Notre Dame


Regia: Gary Tursdale, Kirk Wise

Tratto dal romanzo omonimo di Victor Hugo racconta la triste storia di Quasimodo, bambino deforme che viene accudito per pietà da Frollo, arcidiacono di Notre Dame e ministro che odia gli zingari.

Il suo ruolo sarà quello di perseguitare la stirpe nomade e, al contempo, tenere il gobbo deforme nascosto all'interno del campanile, così da non farlo vedere a nessuno. A complicare la situazione ci saranno Febo ed Esmeralda, il primo il capo delle guardie di Frollo ma con un cuore d'oro e la seconda una zingara che farà perdere la testa a Quasimodo, Frollo e Febo


Grossomodo la trama è questa, ovviamente resa più snella ed edulcorata rispetto al romanzo originale, esigenze dettate dal fatto che siamo comunque di fronte ad un opera per bambini che deve essere fruibile da più fasce di pubblico. Questa diversità rispetto al romanzo ha causato al film non poche critiche ed è stato visto, almeno in un primo momento, in modo assolutamente negativo da gran parte del pubblico, che lo ha però presto rivalutato viste le grandi potenzialità del prodotto.

Rispetto agli altri film Disney infatti bisogna dire che questo è molto più cupo e, in alcune scene, anche abbastanza violento. Non fraintendiamo, non siamo nemmeno lontanamente vicini a Where The Dead Go To Die, nemmeno per sbaglio, ma siamo comunque di fronte ad un prodotto se vogliamo più maturo all'interno della filmografia Disneyiana.


Uno dei punti di forza del film è la caratterizzazione dei personaggi: l'innocenza di Quasimodo e la sua bontà d'animo ci faranno entrare in empatia con lui e, specialmente nella scena del Papa dei Folli, ci sentiremo mortificati ed umiliati assieme al deforme protagonista; la crudeltà di Frollo sarà tangibile e il solo sguardo metterà terrore, con due occhi piccoli e scavati ed una spietata sete di sangue gitano; Esmeralda sarà la perla orientale, la meraviglia esotica che tutti ameranno e che, ognuno, cercherà di fare propria; Febo sarà il buono di turno, coraggioso e forte, l'eroe classico delle fiabe; i Gargoyle animati che vivono con Quasimodo sono invece la parte comica della pellicola, con piccoli siparietti abbastanza divertenti che spezzano il ritmo serio della pellicola e fanno tirare un sospiro di sollievo.

Visivamente il film non ha nulla da invidiare ad altri lavori dello Studio statunitense e, per fortuna, è meglio di un milione di volte rispetto al seguito, aborto cinematografico del quale parlerò in un'altra occasione. La bellezza delle immagini e delle architetture va di pari passo con la potenza musicale che va da brani sinfonici alle classiche canzoni Disney, il tutto mescolato in modo omogeneo e assolutamente funzionante.


Il messaggio del film è la cosa che mi ha lasciato leggermente perplesso, nel senso che il bene ha trionfato (ovviamente) ma il fatto che Esmeralda abbia deciso di sposare Febo e non Quasimodo mi ha lasciato leggermente con l'amaro in bocca...a ben vedere il Gobbo è stato sfruttato da qualsiasi personaggio dall'inizio alla fine senza avere nemmeno una persona con cui stare se non i Gargoyle parlanti.

Un messaggio però è sicuramente quello di non cedere ai pregiudizi e di cercare di andare oltre le apparenze. Frollo è la parte intollerante di ciascuno di noi mentre Quasi è la parte buona, quella che cerca di vedere il meglio di ognuno perchè, lui stesso, sa cosa voglia dire sentirsi diverso ed emarginato.

A parte questo piccolo dubbio sul significato, resta comunque un'ottima pellicola che va recuperata al più presto da tutti, un classico Disney tra i miei preferiti che mi sento di consigliare vivamente a tutti gli amanti dell'animazione.

Giudizio complessivo: 8.6
Buona Visione,


Stefano Gandelli




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