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Fritz Il Gatto


Regia: Ralph Bakshi


Vi siete mai chiesti, gentili lettori, quale sia stato il primo film d’animazione vietato ai minori (immagino di no).

Molto prima dei Simpson, del folle Sausage Party e soprattutto dei Griffin, il regista e disegnatore israeliano Ralph Bakshi realizza Fritz The Cat, grottesco cartoon per adulti ispirato ai fumetti di Robert Crumb


Ma per quale motivo questa pellicola, prodotta nel ’72 con un pugno di dollari, si è aggiudicata il divieto V.M.18 e la fama di film scandalo?

Semplicemente perché in Fritz Il Gatto possiamo trovare droga, cazzi animati, razzismo, sodomia, conigli nazisti eroinomani, ninfomania, satira religiosa, sparatorie e sesso, sesso e ancora tanto altro fottuto sesso.



75 minuti di follia, di cinismo e humour nerissimo, un’overdose di immagini psichedeliche direttamente dall’underground cinematografico più becero e squallido compongono questo rotolo di carta igienica sporco, che mostra il lato più oscuro dell’essere umano (qui raffigurato come animale….ma alla fine che cos’è l’uomo se non la più feroce creatura del mondo animale?).

Dopo queste filosofiche righe che Epicuro spostati, ecco la “trama” di questo allucinante viaggio: Fritz è un bizzarro gatto disoccupato, che gira per la fetida metropoli racimolando qualche spicciolo e conoscendo belle gattine da scopare.

Ne incontra tre e, fingendosi un famoso regista (mmmm sembra Hollywood in questo periodo), se le porta in una sucida vasca da bagno di una catapecchia abitata da hippies drogati marci (e alcuni purtroppo anche impotenti) nella quale scoppierà un’orgia di dimensioni bibliche (della Madonna insomma). 

Gli urli dovuti all’orgasmo di gruppo faranno insospettire due maiali poliziotti, cafoni e stupidi (in che lingua li avranno mai doppiati in Italia….pensate solamente al Winchester dei Simpson), i quali fermeranno sul più bello l’orgione ed inizieranno a inseguire il povero Fritz.


Dopo una fugace visita ad una sinagoga, Fritz arriverà nel quartiere “Black” della città, abitato da questi corvacci neri e violentissimi.

Tra risse da bar, inseguimenti in decappottabile e rapporti con maggiorate corvesse ninfomani in discariche (con la cinissima frase “Non sei abbastanza negro!”), Fritz si ritroverà coinvolto in un’accesa sommossa tra neri e poliziotti durante la quale un corvo morirà sul cofano di una macchina in una maniera davvero atroce, peggio di un personaggio di Tarantino (poi le palle da biliardo che segnano gli ultimi battiti della vittima….fuori di testa!).

Dopo tutto sto ambaradan, Fritz sarà costretto a scappare dalla città, ma in mezzo al deserto incontrerà dei tipi alquanto bizzarri: una prostituta cavalla sodomizzata a colpi di catena, un coniglio nazista eroinomane (non credo di carote) con un chopper e una setta segreta che vuole far esplodere una centrale elettrica così da causare una rivoluzione americana. Ovviamente Fritz sarà costretto a partecipare all’attentato, dal quale ne uscirà in fin di vita, ma….

SPOILER

Fritz sopravvive e fa un’orgia a 4 sul letto dell’ospedale.

FINE SPOILER

Bashki, in poco più di un’ora, mette a nudo tutto il peggio degli Anni 60 e 70, una giostra di contro-cultura non adatta ai palati fini.

Il grottesco abbonda e forse, dopo un’ora, la visione si fa un po’ pesante e monotona. 

Probabilmente è stato d’ispirazione a Peter Jackson per il suo stranissimo Meet The Feebles e in alcuni punti, soprattutto quelli del deserto, ricorda moltissimo Paura E Delirio A Las Vegas.

Da evitare come la peste la versione doppiata in italiano da Oreste Lionello, la quale ribalta completamente la reale natura del film inserendo battutacce trashissime.

UN VIAGGIO ALLUCINANTE E PSICHEDELICO, CHE NON SI SCORDA FACILMENTE.

DA VEDERE A NATALE CON LA FAMIGLIA.

Giudizio complessivo: 7
Enjoy,





Film completo



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