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Charlie Says


Regia: Mary Harron

TRAMA

Tre giovani donne sono state condannate per gli omicidi di Sharon Tate e dei suoi amici. Una giovane psicologa tenta in tutti modi di fargli aprire gli occhi su chi sia realmente Charles Manson; attraverso dei flashback si viene a conoscenza di cosa accade prima di quella terribile notte.

Durata: 104 minuti
Anno: 2018
Regia: Mary Harron 
Attori: Hannah Murray, Matt Smith
Genere: Drammatico


RECENSIONE

Sognatrici, vittime, assassine, questo sono Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Leslie Van Houten membri della famiglia Manson che nel 1969 uccisero Sharon Tate e i suoi amici. 

Tutta la versione viene narrata attraverso dei Flashback da un nuovo punto di vista, ossia quello della protagonista Leslie, incoraggiata da una giovane psicologa Kathleen che intende distruggere la figura di Manson dalle loro menti visto dalle tre come un dio da venerare. Cercherà di dimostrare che le giovani non sono delle efferate assassine ma che sono vittime di quel carismatico ragazzo, e che le idee di Manson sono molto sbagliate, inculcate nelle loro menti attraverso un vero e proprio lavaggio del cervello che lei cercherà di "deprogrammare", facendo tornare le ragazze a chi erano prima di conoscere Manson

Il cast è buono ed è formato da Hannah Murray (famosa per le serie tv Skins e Il Trono Di Spade) nel ruolo di Leslie, e nel film si scoprirà come abbia conosciuto Charlie e si sia unita alla sua setta, da Sosie Bacon di 13 nel ruolo di Patricia, mentre nel ruolo di Charlie troviamo Matt Smith famoso per la serie Doctor Who molto bravo nella prima parte ma non molto nella seconda (nel film ci viene mostrato come un musicista fallito, che si impossessa della proprietà di un anziano e riunisce intorno a se un gruppo di hippy pronti a fare tutto ciò che il loro capo ordina). 

La vera natura di Manson emerge poco a poco in una serie di flashback delle tre protagoniste; la regia e di Mary Harron che ha già diretto il film American Psycho con Christian Bale, mentre buone sono la colonna sonora e le atmosfere che ti fanno tornare negli anni 60/70. 

Un film da guardare almeno una volta che riesce ad intrattenere ma che purtroppo si dimentica facilmente.

Giudizio complessivo: 6
Buona visione,



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