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Ted Bundy - Fascino Criminale


Regia: Joe Berlinger

RECENSIONE

PRO

La pellicola sul più famoso serial killer d’America, affronta le sue vicende da una prospettiva originale. Infatti il film non vuole raccontarci gli eventi macabri celati dietro questi brutali omicidi, bensì vuole mostrarci in modo esasperato il lato umano dell’efferato assassino che non mostra quasi mai il suo lato oscuro, se non in punto di morte, nonostante le prove schiaccianti contro di lui. 

Il killer delle studentesse mostra eccentricità, narcisismo e paranoia, ma mai il suo lato cattivo. Tutto ciò di fatto rende perfettamente l’immagine di Ted Bundy, un uomo carismatico e affascinante che sembrava tutto tranne che colpevole. 

Rimanendo sulla linea della fedeltà ad eventi realmente successi, risultano di notevole caratura le riproposizione di alcune scene iconiche come ad esempio l’arringa finale di Bundy nel suo processo (un'analisi introspettiva nel dolore del personaggio davvero commovente). Un maschera che nasconde l’orrore, questo era Ted Bundy e questo ha raccontato il film.



CONTRO

Anche se abbiamo apprezzato l’originalità della via alternativa presa dalla regia nell'esposizione delle vicende di Bundy, alla lunga questa scelta non paga. Il voler raccontare le vicende seguendo quasi ossessivamente le vicissitudini storiche, porta a un ritmo lento e monotono.

Il film risente dei limiti produttivi che ne fanno una sorta di Tv Movie. Un cast di livello all'interno di una ricostruzione storica povera, dove gli eventi vengono raccontati per la maggiormente del tempo o nella casa dei protagonisti o all'interno dei tribunali. Tutto ciò che accadeva fuori da questi contesti è stato tagliato di netto, perdendo ovviamente una fetta importantissima delle vicende dell’efferato serial killer (ad esempio le fughe nei boschi durate settimane o i brutali omicidi che avrebbero potuto dare al film un maggior ritmo).

Le interpretazioni dei due protagonisti, Zack Efron come Ted Bundy e Lily Collins come Elizabeth Kloepfer, lasciano l’amaro in bocca. Il primo dei due, anche mettendo in atto un ottima performance non era forse l’attore più adatto per la parte, infatti la fascinazione per il personaggio era dovuta al suo carisma e alla sua oscurità molto più che alla sua bellezza. Bundy infatti non era un brutto uomo, ma nemmeno il classico bellocio alla “Efron”. Per quanto riguarda Collins invece, l’amaro sapore è dato dal ruolo marginale che gli viene affibbiato in questo racconto. Nella realtà infatti la donna partecipa attivamente alla cattura di Ted, mentre nella pellicola il suo ruolo è passivo per la maggior parte del tempo con un drastico cambio poco motivato nella parte finale del film.

Giudizio complessivo: 6.5
Buona visione,


Trailer


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