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Turistas


Regia: John Stockwel
RECENSIONE

Sciagurato thriller con presunte sfumature horror, che vuol riprendere in un certo senso il già non eccezionale Hostel e tramutarlo in una sorta di versione brasilera; inutile sottolineare come il risultato sia tra i più deludenti che ci si potesse aspettare.

E dire che inizialmente sarebbe pure stato lecito aspettarsi, non dico il capolavoro del secolo, ma quantomeno un film accettabile, viste le premesse e i possibili sviluppi che si sarebbero potuti cavalcare, sfruttando maggiormente i pochi punti di forza, che invece vengono presto abbandonati. 

Le buone speranze derivano da quelle brevi sequenze iniziali che sembrano far partire il film con le marce alte, salvo poi lasciare spazio ad una prima parte infinitamente lunga e priva di qualsiasi guizzo che possa attirare un minimo lo spettatore. Cazz ci vogliono ben 55 minuti di nulla cosmico prima di vedere qualcosa, situazione francamente inaccettabile. 

Spettatore che riesce a non morire di noia solo grazie alla presenza di una generosa dose di figa, che non guasta mai e che viene sapientemente valorizzata attraverso riprese piuttosto interessanti dove sua maestà Il Culo si erge a buon protagonista della faccenda. E tra l’altro, tra la selezione di prodotti da salvaguardare, sottolineo con piacere la presenza di Olivia Wilde con la quale, non appena sbrigate le ultime faccende burocratiche, potrò finalmente convolare a nozze.


La storia si mantiene poi banalotta, anche dopo i fatidici 55 minuti, non tanto nelle intenzioni (in fin dei conti una sorta di vendetta del povero Brasile nei confronti dei ricchi USA ci può pure stare), ma piuttosto nella realizzazione, con sviluppi ampiamente prevedibili oppure totalmente inconcepibili, dettati da scelte dei personaggi che oggettivamente si fatica ad apprezzare in quanto a credibilità. E in tutto ciò, una recitazione che non credo abbia regalato agli attori candidature per eventuali premi, di certo non ha aiutato la baracca a rimanere in piedi.

Che poi alcuni spunti positivi ci sono pure…e vorrei ben vedere, altrimenti il 2/10 era pressochè assicurato.

L’ambientazione innanzitutto piace molto, soprattutto per quanto riguarda le grotte, dove avviene tra le altre cose l’inseguimento finale che regala un buon pathos e nel complesso risulta essere la parte più riuscita di tutta la pellicola. E inoltre l’operazione della ragazza risulta tecnicamente valida ed estremamente realistica, tanto che è lecito chiedersi se forse non era il caso di spingere di più sul fattore gore, tanto sputtanati per sputtanati almeno il regista la buttava sullo splatter (magari pure demenziale) e forse riusciva ad ottenere qualche consenso in più (probabilmente il mio sì).


Il finale poi è da censura, nel senso che è talmente orribile che sarebbe stato meglio non mostrarlo neppure. Mi spiego, in questo genere di film l’happy ending (non quello che pensate voi frequentatori dei centri massaggi dagli occhi a mandorla) fatica ad essere apprezzato, in particolar modo se vi si arriva nel modo in cui ci si è arrivati qui. E se il finale è la parte che più ti rimane impressa nel 93% dei casi analizzati dagli studiosi, allora siamo messi davvero male.

Film quindi da dimenticare, consigliato esclusivamente a chi sta progettando una vacanza in Brasile nel prossimo periodo.

Giudizio complessivo: 4.8
Infelice visione,





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