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The Descent


Regia: Neil Marshall

RECENSIONE

Davvero molto interessante e piacevole il secondo lavoro diretto dal britannico Neil Marshall (dopo l’esordio con il discreto Dog Soldiers); The Descent è infatti un horror cattivo quanto basta e che sfrutta appieno gli ingredienti che il regista ha confezionato per l’occasione.

Già l’inizio prende bene, con l’incidente in macchina e un palo conficcato in testa che fa già intendere che a livello di splatter e violenza non si scherza affatto e, giusto per convincere gli indecisi, ecco poco dopo l’incubo della ragazza che va a ricordare quanto successo un anno prima e a confermare quanto appena detto.

Da qui in poi il film sembra prendere una piega diversa, virando verso un possibile survivor movie, con la lotta delle ragazze per uscire dal pasticcio in cui molto ingenuamente (forse troppo?) si sono cacciate e che sembra diventare il fulcro della faccenda. Ed in effetti lo è per davvero, solo che dopo circa una mezz’ora le protagoniste non dovranno più lottare contro le grotte, ma contro qualcosa di molto peggio.


E dire che le premesse avrebbero dovuto far suonare più di un campanello d’allarme, sia per quel “Ohh adesso muoio, me lo sento”, pronunciato da una di loro, sia per un comportamento iniziale del gruppo non esattamente intelligente e pure un tantino strafottente, che in questi casi di solito conduce verso atroci sofferenze. Ma tutto ciò non appare fine a se stesso, poiché le reazioni e i diversi caratteri delle protagoniste verranno amplificati quando la situazione si mette male, aggiungendo un risvolto psicologico piuttosto interessante alla vicenda.


Vicenda che vede il sentimento di claustrofobia prevalere su qualsiasi altro aspetto e perfino lo spettatore in alcuni casi si sentirà mancare il respiro. A rendere il tutto ancora più coinvolgente, va rimarcata l’ambientazione suggestiva che il sistema di grotte riesce a creare, rendendo a volte il tutto un filo confuso, ma riuscendo più che dignitosamente a colpire nel segno.

E a colpire sono pure quelle deliziose creature che se ne gironzolano indisturbate nel loro habitat naturale, fino a che un gruppo di donzelle urlanti non arriva a sconvolgere la loro esistenza (ahhh che brutte reazioni può fare la figa 😄). Tra l’altro i “mostri” (passatemi il termine) sono ben fatti e credibili e mostrano sin da subito un certo appetito (ma gliene danno da mangiare a casa???) che giova sia al ritmo che alla componente gore, senza tralasciare quella discreta dose di jump scares che in un film horror fa sempre piacere.
 

L’unica cosa che forse non convince appieno è l’eccessiva minchionaggine dei suddetti abitanti delle caverne (va bene essere ciechi, ma a volte ciò non giustifica strategie di caccia quantomeno discutibili), unita ad un’indistruttibilità di alcune delle ragazze che in alcune fasi della battaglia risulta un filo eccessiva.

Nonostante ciò però le fasi finali sono a dir poco avvincenti, non danno tregua e danno vita ad una tensione che si mantiene palpabile fino al finale, severo ma giusto e che offre lo spunto per un sequel discreto ma non ai livelli di questo primo capitolo della vicenda.

A proposito, state attenzionati al finale, perché in alcune versioni (mi pare quella americana) viene proposto un epilogo diverso, che vede concludersi il tutto qualche minuto prima, ribaltando totalmente l’esito (e qui non dico di più per non cadere in facili spoiler).

Detto ciò, consiglio assolutamente la visione a tutti gli appassionati del genere, mentre la sconsiglio a tutti coloro dormono ancora con la luce accesa.

Giudizio complessivo: 7.7
Enjoy,




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