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Tropa De Elite - Gli Squadroni Della Morte




Regia: José Padilha
Romanzo: Luiz Eduardo Soares, Andrè Batista, Rodrigo Pimental




Trama iniziale

Delle decine e decine di favelas a Rio De Janeiro non se ne trova una in cui un normale agente di polizia entri di sua spontanea volontà. La maggior parte ci va per questioni di affari, per scambi di favori o giochi di potere; quelli onesti per l'appunto in minoranza ovviamente non vogliono
diventare suicidi e se ne tengono alla larga. Così "A Rio De Janeiro ogni poliziotto deve fare una scelta: o ti sporchi le mani o fai finta di niente o fai la guerra".

Una sera, durante una festa all'aperto in una di queste, due di questi si appostano su un altura per prendere di mira qualcuno in particolare per un imprecisato motivo. Sparato il colpo sono costretti a fuggire e tutto il quartiere si desta per inseguirli e braccarli. I due semplici poliziotti non eccellono in strategia evasiva e ben presto finiscono senza via di fuga e senza più munizioni. A questo punto deve intervenire il BOPE, il reparto speciale della Polizia Militare, l'unico fornito dell'addestramento e dei mezzi necessari per intervenire in zone così ostili.

Ma la narrazione fa un passo indietro e così facciamo conoscenza sia del narratore, il capitano Nascimento, sia della coppia, Neto e Andrè Matias. Amici d'infanzia, sono entrati nel corpo di polizia con grandi prospettive e grandi ideali. Complementari l'uno all'altro, il primo mette grande passione in ciò che fa senza stare troppo a pensare, il secondo invece si distingue per l'intelletto, è infatti anche un brillante studente universitario di giurisprudenza. Entrambi però si rendono ben presto conto che i colleghi non rispettano le leggi e le regole tanto quanto loro, e dovranno decidere se scendere a compromessi e omologarsi quindi agli altri oppure lottare contro il sistema imperante. Intanto il capitano, membro del BOPE, deve fare i conti con la gravidanza della moglie e con uno stress post-lavoro sempre maggiore.


Recensione critica

Se vi siete entusiasmati di fronte alla performance, tra l'altro non in lingua madre, di Wagner Moura nei panni di Pablo Escobar in Narcos, dovete assolutamente recuperare il film che lo ha incoronato in patria e fatto conoscere nel jet-set internazionale. Ha talmente impressionato anche il regista da convincerlo, a film completato, a riscriverlo per inserire la sua voce narrante: inizialmente infatti doveva figurare solamente come personaggio secondario dietro ai due protagonisti.

Le tematiche oltre ad essere interessanti già di loro perché per una volta non raccontano le solite storie di narcotrafficanti in cui spicca tra le altre City Of God, bensì il punto di vista delle forze dell'ordine, aggiungono altro materiale alle riflessioni dello spettatore. Viene infatti bene esposta la situazione reale della lotta al commercio illegale di droghe, leggere o pesanti che siano, ma sopratutto vengono messi in scena i drammi interiori di chi ogni giorno espone la propria vita per la sicurezza e la giustizia dei cittadini. Non essendo infatti contemplata una lotta soft alla criminalità organizzata, il BOPE deve necessariamente operare con spietatezza e senza guardare in faccia a nessuno. Mi ha poi colpito profondamente la frase secondo cui "il rimorso è un sentimento molto pericoloso per un agente del BOPE".

Diventato un caso in Brasile ancor prima dell'uscita in sala, poiché si è diffusa la copia pirata del film già tre mesi prima, si stima che 11 milioni lo videro in maniera illegale e invece 3 milioni al cinema, risultando comunque la pellicola più vista dell'anno al botteghino. Ampi gli apprezzamenti anche internazionali, con tanto di Orso d'Oro al festival di Berlino nel 2008. Talmente un successo che, nonostante il finale faccia presupporre il contrario, l'opera di Padilha nasceva come film a sé stante e si è quindi deciso di girare anche un seguito, Tropa D'Elite 2 - Il Nemico Ora E' Un Altro.



Consigliatissimo agli amanti della guerriglia urbana o a chi vuole capire come funziona il sistema di sicurezza in Brasile; sconsigliato alle persone che non sopportano violenza e facili spargimenti di sangue.


Giudizio complessivo: 7.9

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer





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