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Deathgasm



Regia: Jason Lei Howden




Se avete voglia di un bel film ignorante, irriverente, splatteroso, metallaro, satanista, cazzaro, trash, demenziale, divertente (e per ora mi fermo anche se c’è sicuramente dell’altro), Deathgasm è senza dubbio quello giusto, una scoperta davvero interessante dopo una serie di parziali delusioni.
I titoli di testa già sono eccezionali e la speranza di una continuazione all’altezza si fa presto tangibile.

Alcune scene fan pisciare dal ridere, tipo la battaglia contro gli zii demonizzati utilizzando cazzi di gomma ed improbabili vibratori (posseduti tra l’altro da quelli che dovevano essere i bigotti per eccellenza), mentre l’estremizzazione volutamente esagerata del metal e dei metallari ci sta di brutto. Qui infatti tutto viene amplificato, sia nel vero senso della parola con intermezzi musicali interessanti che sicuramente i metallari e gli amanti del rock in genere sapranno apprezzare, che in senso figurato ovviamente, portando all’esasperazione le scene clou e dando subito l’impressione della piega demenziale che si vuole dare al film.

La scena al cospetto di Aeon poi è fantastica, un mix di splatter (niente da dire, una testa mozzata ci sta sempre bene in qualsiasi contesto la si vuol piazzare) e umorismo di quello che piace a me (con la ripetizione della scena delle’esecuzione LOL)…e poi la tipa che spunta da sotto la scrivania come se nulla fosse…meraviglioso.
Soprassediamo sulle qualità musicali della band, che non appaiono certo delle migliori, anche se un pezzo intitolato “INTESTINAL BUNGY JUMP”, prodotto dalla CROWBAR ABORTION RECORDS, non può che incontrare l’apprezzamento dei fan, spedendo di corsa Burzum direttamente nel dimenticatoio.

Gli effetti non sono niente male, la quantità di sangue presente farebbe invidia all’Oceano Pacifico e le citazioni più o meno illustri sono sparse qui e là in maniera più o meno convincente.

Finale cazzaro in linea con tutto il film, col gioco dei nomi metal più stravaganti che spesso ci si divertiva a fare con una creatività migliore di quella di sti due ragazzi qui, che tutto sommato non se la cavano male nella parte che è stata loro ritagliata da questo regista neozelandese al suo primo, ma speriamo non ultimo, lavoro. Un lavoro bello, volutamente oltre le righe e di conseguenza sconclusionato in alcuni punti, ma d’altronde l’obiettivo non era certo quello di produrre un film serio, impegnato e dalla trama credibile.


Ah ovviamente ho provato subito a suonare l’inno ma per ora non è successo niente…eppure le note mi parevano le stesse. Staremo a vedere e se per caso avvertite della nausea sappiate che potrebbe non essere la cena che vi è rimasta sullo stomaco...




Giudizio complessivo: 8
Buona visione e alla prossima,

Luca Rait



Trailer



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