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Stand By Me - Ricordo Di Un' Estate



Regia: Rob Reiner
Racconto: Stephen King


Trama iniziale

Un uomo fermo in macchina, assorto tra i suoi pensieri, vede passare due ragazzini in bicicletta ed ecco che inizia a ricordare l'estate dell'anno 1959, quella precedente l'ingresso alla scuola media. In una tranquilla cittadina come tante della parte Sud degli USA abitata da circa 1400 anime, facciamo la conoscenza di 4 ragazzini alle porte della pubertà. 

Il narratore è Gordi Lachance, il meglio educato del gruppo, quello forse con il futuro più radioso, ma che deve fare i conti con dei genitori distrutti per la perdita del figlio maggiore, giovane promessa del football. Immancabili i rimorsi, i dolori e le frasi indecenti del tipo "avrei preferito che fossi morto tu". Sì perché il padre stravedeva per il primogenito e nutre un'opinione opposta nei confronti del piccolo, che invece di seguire le orme del fratello si dedica nel tempo libero alla scrittura di racconti. 

Trova così in questi suoi disgraziati coetanei l'unico conforto e svago in quella che pare un'estate rovente. A fargli compagnia troviamo infatti il figlio di un psicopatico ex-soldato che lo ha pure sfigurato all'orecchio e che quindi tanto correttamente non può averlo allevato, poi un appartenente alla famiglia malfamata del villaggio e a cui non si prospetta un gran avvenire e infine il solito amico grassottello, pure un po' stupido e imbranato.

Proprio quest'ultimo funge da motore per smuovere la noia dei protagonisti: ascoltata fortuitamente e di nascosto la conversazione tra il fratello maggiore e un amico di lui, viene a scoprire che i due sono coinvolti nella misteriosa sparizione di un bambino di cui tutti i notiziari stanno parlando. I quattro decidono quindi di assentarsi per due giorni per andare alla ricerca del cadavere e intestarsi così il merito del ritrovamento. Non sanno però che partono bambini e torneranno giovani ometti..


Recensione critica

Per alcuni il migliore film mai girato, per altri semplicemente un cult, per me che quando uscì ero ancora ben lontano dal nascere non mi ha emozionato così nel profondo per definirlo tale. Forse uno dei migliori film che trattano il tema della formazione, quello lo posso concedere, ma non lo reputo esente da imperfezioni. A detta dello stesso autore del racconto da cui è stata tratta la sceneggiatura, ovvero il mitico Stephen King, si colloca al primo posto come miglior adattamento cinematografico a una sua opera. Il regista, Rob Reiner, anche noto attore (per esempio ha figurato come padre ne The Wolf Of Wall Street), ha infatti cercato la massima aderenza al testo scritto, e i risultati si vedono chiaramente.

Il cast vanta due future promesse del grande schermo, che mi ha fatto impressione scoprire giovani: sto parlando di John Cusack e di Kiefer Sutherland, che ho scoperto or ora essere figlio d'arte di Donald. Una sorpresa simile, tuttavia maggiore, l'ho avuta invece con un Christian Bale quasi in fasce ne L'Impero Del Sole. Tra gli attori principali poi abbiamo quattro stelle che mi hanno stupito per naturalezza e bravura, sembrano davvero dei professionisti navigati. Sia nelle espressioni sia nei gesti sia nel linguaggio, guardando loro mi interrogo sui motivi del perché non abbiano sfondato anche loro nel firmamento di Hollywood. Raccomando caldamente la versione in lingua originale, anche se di difficile comprensione persino per un esperto di inglese per via della parlata lesta e dialettale, questo avviso perché guardando il trailer in italiano il doppiaggio non si può sentire!! =((


Consigliato agli eterni ragazzi, coloro cioè che, nostalgici, non si scorderanno mai di quel periodo dove l'amicizia era il valore in assoluto primario; sconsigliato agli aridi di cuore, questa storia vorrebbe infatti toccare le corde sensibili della nostra personalità.



Giudizio complessivo: 7

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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