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A Dangerous Method



Regia: David Cronenberg



Trama iniziale

Nella Zurigo in piena belle époque, una carrozza trasporta una paziente alquanto scalmanata in direzione dell'abitazione del promettente psichiatra Jung. Costui prende la decisione di sottoporrla a una cura fino ad allora mai testata su nessun malato, ovvero
quella derivante dagli studi del dottor Freud. Per il luminare austriaco era stretta la correlazione tra disturbi della mente e una cattiva conduzione della propria vita sessuale.

Infatti durante le anomale sedute di cura, si scopre con qualche difficoltà che il passato della giovane signorina Spilerein è costellato da torbidi atti violenti e frequenti umiliazioni fisiche. Sciolto il pesante nodo della confessione, il dottore la inserisce in un circolo virtuoso in cui lei figura come sua assistente. Imboccata così la via della cura, il medico svizzero decide di andare a conoscere il suo ispiratore e di condividere con lui le sue applicazioni terapeutiche e le scoperte scientifiche che ne sono conseguite...


Recensione critica

Dall'eclettico e prolificissimo David Cronenberg ecco il film che secondo me si discosta maggiormente da quella che è la sua tipica produzione. Salito all'onore delle cronache come maestro dell'orrido e in particolare focalizzatosi sul body horror, quelle pellicole dove si assiste a trasformazioni disgustose del corpo: esempio classico La Mosca - The Fly, di cui se siete amanti del genere consiglio la visione, ma solo a digestione completata ;) . Ha poi indagato le problematiche della mente in film come eXistenZ, e ora sembra in una fase in cui espone tematiche meno fantasiose ma pur sempre con una componente di analisi psico-sociale. Negli ultimi anni infatti ha diretto A History Of Violence, La Promessa Dell'Assassino e Cosmopolis, quest'ultimo passato forse sottotraccia nei cinema, ma meritevole anche solo per l'inaspettata performance del vampiro Robert Pattinson. Ha figurato anche in un ruolo importante e bizzarro in Cabal, un cattivo davvero scritto male.

Questo A Dangerous Method mi sembra quindi, pur restando fedele al suo stile, la sua opera più attinente alla realtà, tanto che si racconta il vera rapporto di scambio intellettuale intercorso tra il professor Jung, giovane medico svizzero specializzatosi nella cura di malattie della psiche, e del professor Freud, il famoso padre della psicoanalisi. Il primo, interpretato da un ineccepibile Michael Fassbender, dapprima fu ammiratore del Maestro e poi fondatore della branca denominata psicologia analitica, il secondo invece, incarnato da Viggo Mortensen, non ha bisogno di presentazioni. Per Viggo si tratta della terza collaborazione con il regista considerando i già citati A History Of Violence e La Promessa Dell'Assassino. Curioso notare come la differenza di età tra i due attori, 19 anni, sia la stessa dei loro personaggi.

Nel cast troviamo anche Keira Knightley in una veste inconsueta, quella della malata di mente. Fa impressione il suo ingresso nel film e le scene immediatamente seguenti dove viene mostrata la sua malattia in tutto il suo splendore. I tic da pazza, credibilissimi, ti invitano più di una volta a distogliere lo sguardo per la troppa pena :-t . Il film inizia però ad assumere un ritmo moscio nella seconda parte quando lei, ormai curata, trova un'altra fonte di ossessioni. Se infatti lo spettatore approccia la visione con una certa aspettativa, viene in breve tempo deluso perché la storia non appassiona e in alcuni punti risulta addirittura troppo affrettata e quindi poco chiara. Mi ha lasciato la brutta sensazione di non voler fino in fondo raccontare una storia o approfondire i comportamenti dei personaggi. Buona parte dell'interesse va alla fotografia e agli scenografi che hanno saputo confezionare un'ambientazione molto curata.


Consigliato solamente ai curiosi appassionati di storia della psicoanalisi e dei suoi capostipiti; sconsigliato vivamente a chi si impressiona anche solo a sentire 'ospedale psichiatrico'.



Giudizio complessivo: 6.7

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




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