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Mare Dentro



Regia: Alejandro Amenábar



Trama iniziale
Nell'aspra Galizia il paraplegico Ramòn inizia una battaglia legale per consentirgli l' eutanasia. Deciso ad andare avanti a qualunque costo, non
permetterà al fratello o ad altre persone a lui diventate care di frapporsi fra lui e il suo obeittivo. Considera infatti il tristo Mietitore come l'unica via d'uscita da quella che non ritiene più vita bensì una prigione.


Recensione critica
Mi aspettavo una pellicola gonfia di tristezza e di lacrime, per fortuna il carattere gioviale e sereno di Ramòn spazza via subito questa ipotesi. Incredibile infatti vedere il sorriso perenne in un uomo che non ha sensibilità dal collo in giù, costretto ad affidarsi agli altri persino per girarsi nel letto. Toccante la frase "quando ti trovi in questa situazione, impari col tempo a piangere ridendo". La storia quindi ricorda da vicino quella di Jean-Dominique Bauby de Lo Scafandro E La Farfalla, che ritengo meglio riuscito. Purtroppo qui si alternano frasi e spunti davvero profondi a sbavature poco valide come il dialogo con il prete. Ripensando alla lucidità di The Others e del successivo Agorà, con cui però condivide spettacolari riprese aeree, non sembra lo stesso regista. Meritato il premio Oscar come miglior film straniero, non staccandosi molto secondo me da La Caduta - Gli Ultimi Giorni Di Hitler.


Consigliatissimo agli amamti di tematiche forti; sconsigliato a chi non vuole intristirsi con la storia di un suicida.

Giudizio complessivo: 7.8
Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly



Trailer



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