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Level 16


Regia: Danishka Esterhazy

RECENSIONE

Filmetto che avrebbe il potenziale per diventare un filmone, ma che non se la sente di fare il salto di qualità necessario per poter rimanere impresso a lungo nella memoria dello spettatore.

A dire il vero però non è tutto da buttare, quindi qualcuno potrebbe pure apprezzarlo maggiormente rispetto al sottoscritto che, avendone visti tanti e di ogni tipo, ormai pretende sempre il massimo e, a volte, forse troppo.

La trama, ad una prima lettura, intriga parecchio e vede queste ragazzine all’interno di una struttura che le prepara, passando attraverso vari livelli, ad essere adottate da ipotetiche famiglie ricche che cercherebbero la “figlia” perfetta, quella che incarna tutte le qualità della “brava ragazza”. Per giungere a questo traguardo dovranno necessariamente passare per il Livello 16


Il concetto mi ricorda vagamente ciò che si era potuto ammirare nell’eccellente The Neon Demon, ma qui gli sviluppi appaiono subito ben diversi e la resa decisamente inferiore. 

Trovo tuttavia interessante l’atmosfera malsana che si respira per tutta la durata del film, grazie anche ad un’ambientazione cupa che contribuisce senz’altro a rendere la struttura quasi perfetta per mettere in luce l’inquietudine delle ragazze, i loro dubbi, le loro paure.


Per lunga parte del film poi succede ben poco a dire il vero, si gioca molto sul voler amplificare la curiosità dello spettatore riguardo la sorte a cui sono destinate le protagoniste e ciò rende pertanto agevole seguire gli sviluppi sino al termine, senza farsi prendere da sbadigli o indignazione per la poca action. Ad aumentare l’interesse contribuiscono inoltre le discrete prove del cast, tra le quali spicca Sara Canning nei panni della terribbbbile Miss Brixil.


Ciò che più disturba e penalizza la pellicola sono le fasi della fuga alquanto irreali e difficili da credere per come sono state portate a termine, a fare da contorno a tutto un processo che risulta essere un po’ confuso. Tra l’altro, viste le premesse, si sarebbe potuto giocare maggiormente sullo splatter, che invece latita, come del resto una minima tensione che dovrebbe accompagnare la visione.

Il finale un po’ troppo statico poi non piace troppo, forse qualche guizzo in più sarebbe stato ben accetto, mentre qui si probabilmente ci si è fermati al compitino, che risulta in fin dei conti sufficiente, ma nulla di più. In pochi giorni viene dimenticato insomma.

Detto ciò, io ci ho messo la faccia, e voi che fate???

Giudizio complessivo: 6
Enjoy,


Trailer


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