Captive State


Regia: Rupert Wyatt


RECENSIONE

Avete presente quando vedete un film da cui non ti aspetti niente, ma da cui alla fine rimani sorpreso? Ecco, Captive State è uno di quelli.

Sono entrato in sala senza nessuna aspettativa, totalmente a vuoto, sperando di trovarmi davanti ad una pellicola quantomeno guardabile. La nuova fatica di Rupert Wyatt (L'alba Del Pianeta Delle Scimmie) non sarà perfetta, ma sì, è più che godibile. 

Uno sci-fi di tutto rispetto, la cui idea non sarà originale, ma il cui sviluppo è tutt'altro che banale. È un thriller fantascientifico molto particolare e realistico, con una regia molto notevole ed una bellissima colonna sonora. 


Gli alieni hanno preso il controllo del mondo, formando un vero e proprio governo, le cui persone sono totalmente dipendenti. C'è però chi si oppone a tutto ciò. La sceneggiatura non è perfetta, anzi, riserva moltissimi problemi nella seconda parte, a parer mio un po' confusa, fino ad arrivare ad un finale da una parte convincente, ma che dall'altra mi ha fatto storcere il naso. 

Ciò che sicuramente affascina di più in Captive State, è la voglia di provare a fare qualcosa di diverso, riuscendo in parte a soddisfare, poiché non si tratta del solito sci-fi. 


Si regge tutto sui personaggi, ben scritti e caratterizzati, e sulle interpretazioni del cast, tra cui spiccano un John Goodman un po' sottotono ma sempre bravissimo ed un'accettabile Vera Farmiga

Non è un capolavoro ne tantomeno un gran film, ma è più che godibile, pertanto consiglio di recuperarlo.

Giudizio complessivo: 6.5
Buona visione,


Trailer


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