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I Diavoli


Regia: Ken Russel

RECENSIONE

I Diavoli racconta l'oscura vicenda realmente accaduta in Francia durante l’Inquisizione Cattolica e che vide protagonista Padre Grandier (Oliver Reed), un prete a dir poco libertino nonchè la più alta autorità per Loudun, un paese intento a difendere la sua autonomia nei confronti degli interessi delle più alte sfere religiose francesi. 

Sullo sfondo, il più grande esempio di isteria sessuale collettiva mai avvenuta nella storia, all'interno di un convento di suore orsoline, fatto che la Chiesa fece passare per possessione di massa. 


Dopo la proiezione del film al festival di Venezia, il Centro Cattolico Cinematografico dichiarò: “Il film è una volgare mistificazione sul piano culturale, una distorsione faziosa sul piano ideologico e storico e un vero e proprio tradimento nei confronti del testo huxelyano al quale si ispira. Il delirio erotico-sessuale-sacrilego delle sue immagini supera ogni precedente nella storia del cinema ed è purtroppo aggravato dall'istrionico mestiere dell'autore." 

Tutt'oggi il film è considerato un film maledetto, il film che ha ricevuto più tagli dalla censura in tutta la storia del cinema. Di Ken Russel si sente parlare troppo poco, nonostante sia stato un autore importantissimo che ha regalato al cinema dei capolavori come questo. Tutta la cinematografia del regista gira intorno a tre cose principali: sesso, teatro e musica, e in questo film li ritroviamo tutti.


Il film è molto complesso e poco conosciuto, perciò mi limiterò a dire quanto basta per farvelo scoprire da voi. Quest’opera è stata ritenuta blasfema per via delle moltissime critiche alla chiesa e per varie scene sessualmente esplicite che vedono protagoniste le suore, come i vari accostamenti sessuali alla figura del Cristo e la famosa scena dell’orgia con un Cristo crocefisso a grandezza naturale, che purtroppo non troverete in nessuna versione del film, ma solo nei contenuti speciali (o su youtube). 

Il tutto è una grande allegoria sul potere politico della chiesa capace di influenzare la società, e in più, racchiude in un’opera tutti i peccati di cui la chiesa si è resa responsabile, soprattutto in quel periodo storico. 

Questo film è uno di quei rari esempi di come un’opera cinematografica possa veicolare il suo messaggio anche al di fuori del cinema. Il fatto che nel 2018 non abbiamo ancora una versione integrale del film, la dice lunga sull'effettivo potere politico della Chiesa, che tutt'ora ostracizza questo film precludendo la volontà artistica di Ken Russel di esprimere il suo punto di vista. 

Il film, per giunta, mette sul piatto vari temi scottanti per la chiesa come: le persecuzioni religiose, il celibato dei preti e il diverso trattamento tra uomo e donna. Il film presenta inoltre uno degli esorcismi più impressionanti della storia del cinema.


Tecnicamente Russel è un genio, un visionario che crea con le sue atmosfere barocche un viaggio allucinante. Molto della messa in scena è teatrale; trucchi, costumi e scenografie sono curatissime e nemmeno una di queste cose è lasciata al caso (come ad esempio il consiglio dell’inquisizione vestito come Ku Klux Klan, geniale). 

I movimenti di macchina sono fluidi ma mai banali, vi invito davvero ad andare a vedere la scena dello stupro di Cristo per capire l’impressionante tecnica di questo regista. Il film risulta essere talvolta molto ironico e volutamente esagerato. Anche la musica, altro elemento estremamente importante per l’autore, è meravigliosa; va ricordato che l’autore nella sua carriera ha lavorato con diversi artisti musicali come The Who e Sir Peter Maxwell Davies, quest’ultimo compositore delle musiche di questo film. 

Insomma, fatevi un favore e andate a recuperare questo capolavoro dimenticato, un’opera estrema e meravigliosa con centinaia di sotto testi, un film unico.

Buona visione,



Trailer



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