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Trainspotting


Regia: Danny Boyle

L’altra sera, completamente vergine dall’esperienza Trainspotting, mi sono visto questo film, considerato uno dei più grandi cult della storia della settima arte e, da vero recensore (o recensitore, che lingua maledetta l’italiano), non c’è che azione migliore che guardare qualsiasi cosa con gli occhi di uno sconosciuto, non sapendo a cosa si sta andando incontro.

E Trainspotting, per il sottoscritto, poteva essere un filmone giustamente elogiato dai più o un filmaccio amatoriale ingiustamente elogiato dai più.

Quale delle due avrò scelto?

….suspense alla Hitchcock….

"Io ho scelto la vita, ho scelto un lavoro, ho scelto una carriera, ho scelto un maxi televisore del cazzo…."

Questo è, con molta probabilità, uno dei più grandi monologhi mai scritti (sul podio con quello brevissimo di Blade Runner e quello sull’odio recitato da Brando in Apocalypse Now).


In quel di una Edimburgo gelida e lasciata allo sbando, assistiamo alle scorribande di un gruppo di amici (o meglio, conoscenti che la vita ha fatto per sbaglio incontrare) e la loro leggerissima passione per l’eroina più pura: tra loro troviamo Mark Renton, che vuole finirla di bucarsi le braccia ma poi ricade in tentazione e non si libera dal male, amen; Sick Boy, spilungone ossigenato ossessionato oltremodo dall’aplomb del compaesano Sean Connery; Spud, il più tontolone ed ingenuo del gruppo (mi ricorda troppo un mio amico) ed infine Tommy e Francis, fuori dal giro della “roba”, ma con molti altri cazzi per la testa.

Tra pere, poca attività sessuale e ancora pere, i nostri dovranno affrontare il grande colpo della loro squallida vita in quel di Londra e, in pieno stile Snatch, riusciranno nel colpaccio, ma….

Epiche e memorabili alcune sequenze, entrare di merito nella cultura popolare: il tappeto che fa da cornice durante l’overdose, il trip di Rent con bambini sul soffitto e malati di AIDS, la fuga dai caramba, il colloquio di lavoro, “Come disintossicarsi in 10 semplici mosse”, la merda dappertutto, la favolosa scena ambientata nella Peggiore Toilette della Scozia…..


Grottesco, volgare, geniale, folle, angosciante: Trainspotting è tutto questo.

Dopo l’ottimo Piccoli Omicidi Tra Amici, Boyle ritorna alla grande mettendo alla berlina la nuova gioventù (bucata e non bruciata) ma facendo anche riflettere sul senso dell’esistenza: meglio far parte della società o starne alla larga?

Nel film vi sono delle intuizioni registiche da insegnare nelle scuole di cinema: zoomate a raffica, movimenti rapidissimi di macchina, la cinepresa che collassa a terra come i protagonisti….

Interpreti nati per questi ruoli (Ewen Bremner per Spud in primis).

Citazioni alla cultura pop a go go: il ritmo generale evidentemente ispirato a Pulp Fiction, la discoteca Volcano con le pareti in stile Korova Milk Bar di Arancia Meccanica, la sagoma di De Niro armato in Taxi Driver, TUTTI i film di Sean Connery, la testa che ruota alla Regan….


Infine, ottimo lavoro al doppiaggio nostrano di Christian Iansante, che doppierà due anni dopo un altro drogato pazzesco: Johnny Depp in Paura e Delirio a Las Vegas.

Cameo di Irvine Welsh, autore del libro che ha ispirato il film.

RITMO. RITMO. RITMO.

MERITAMENTE, UNO DEI PIÙ GRANDI CULT DI SEMPRE.

Giudizio complessivo: 10 
Enjoy,





Trailer


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