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La Prima Notte Del Giudizio


Regia: Gerard McMurray


Recensione

Devo ammettere che la saga “Purge” mi ha intrigato parecchio, anche se la qualità dei film decresce esponenzialmente, partendo dall’ottimo The Purge, fino ad arrivare al sufficiente Election Year. Ma è proprio il concetto in se dello sfogo che mi ha sempre attirato, forse perché un paio di idee sul cosa combinare se pure nel nostro universo venisse concepita l’idea, ce le avrei…e un regista semibravo ci caverebbe fuori un lavoro niente male.

Partendo con queste premesse e considerando che la serie era in vistoso calo, temevo fortemente un’eventuale cagata ma, leggendo che questo film avrebbe dovuto essere una sorta di prequel, mi son convinto che forse qualcosa di buono sarebbe potuto uscir fuori.


Grave errore, perché anziché riprendersi, qui la saga viene affossata senza possibilità di ripresa (ecco speriamo che nessuno si inventi un Purge 5, a meno di non chiamarsi Lynch o Kubrick, che però non credo siano interessati 😄).

Trattandosi di prequel viene qui spiegata l’origine dello sfogo e viene seguita passo passo la prima notte del giudizio, tra proteste dei detrattori ed entusiasmo dei politici e dei partecipanti, discretamente remunerati, ma non poi così tanto considerato quello che rischiano (sia chiaro, per 5000 euri col cazz che me ne andrei in giro a far bordello la notte della purga).

La politica la fa da padrone, soprattutto nelle prime fasi, sacrificando necessariamente il sangue, la action e la tensione su cui inizialmente sembrava voler puntare il regista, tale Gerard McMurray, qui all’esordio nella saga, anche se il buon James DeMonaco non molla la sceneggiatura.


Ciò che colpisce fin da subito è la delusione dei poteri forti verso le prime fasi della tanto attesa notte dello sfogo, il loro profondo disappunto quando in pochi si fanno a pezzi come auspicato, ma ben presto la faccenda finisce col deludere pure me, perché diciamocelo chiaro, la loro strategia per aumentare l’interesse in questo folle gioco mortale non ha alcun senso. Chiarisco, ha senso se lo si vede dalla parte dei padri fondatori, che in questo modo tentano di sbarazzarsi del ceto “debole”, ma non ha senso se lo si vede dalla parte dello spettatore, perché la robba bella della notte del giudizio era vedere come reagiscono le persone, come decidono di sfogarsi e le alleanze che si vengono a creare per vendicarsi di qualcuno o sopravvivere alla vendetta di qualcun altro. Per cui è chiaro che SPOILER inviare squadre di mercenari a massacrare tutti senza un perché FINE SPOILER è stato, a mio avviso, un errore non facilmente perdonabile.

A ciò si aggiungono dialoghi piuttosto insulsi e in alcuni casi tendenti al fastidioso, che peggiorano inevitabilmente la faccenda.


Per fortuna che ci sono i nigga incazzati neri a provare a tenere a galla la baracca con il buon Dimitri che fa il possibile, tentando perfino di emulare in un’occasione il buon Schwarzy in Commando e contribuendo a ricreare un’altra scena cult vista nel grandissimo Leon (e mi riferisco allo sparo del razzo in casa). Marisa Tomei ci sta dentro e fa la sua sporca figura, ma l’MPV è senza dubbio Skeletor (aka Rotimi Paul), folle personaggio che in serate come quelle calza a pennello.

Ma purtroppo non c’è altro, la saga già aveva poco da dire e con questo episodio si chiude (speriamo per davvero) lasciando un grande rammarico perché, lo ripeto, il primo Purge era davvero pregevole.

Giudizio complessivo: 4.5
Infelice visione,






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