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Mudbound


Regia: Dee Rees

Mudbound, titolo uscito poco tempo fa su Netflix, è un film che a parer mio, ma anche di molti altri che l’hanno visto, potrebbe entrare a far parte della rosa di favoriti per la prossima edizione degli Oscar, perché si sa che all’Academy piacciono pellicole come queste. 

Tratto dal libro “Fiori Nel Fango”, tratta il tema del razzismo contro le persone di colore negli anni 40/50, facendolo in modo impeccabile, da parte della regista Dee Rees, che mette in scena una storia cruenta e molto toccante. 

È un enorme flashback dalla durata di 2 ore e 15 min., che ti tiene incollato allo schermo (del televisore) per tutto il tempo, facendoti immergere completamente all’interno del racconto, anche grazie ad una regia magistrale, ad una fotografia sporca e cupa, che mette parecchio in risalto il colore del fango, con solamente (o per la maggior parte) l’utilizzo di luci naturali. 

Un grande contributo lo regalano anche le musiche, che sono fantastiche a dir poco. 

Grandi nomi poi spiccano, come quello di Jason Clarke, Carey Mulligan (Il Grande Gatsby), Jason Mitchell (Straight Outta Compton ed il recente Detroit), la cui candidatura come miglior attore non protagonista, non mi dispiacerebbe, Rob Morgan che ha già lavorato per Netflix nella serie di culto “ Stranger Things” e che qui è stato mostruoso, e Jonathan Banks (Breaking Bad).


Certo, lo avrei apprezzato molto di più se l’avessi visto sul grande schermo, ma nonostante ciò, rimane una pellicola spettacolare; uno, se non il miglior film originale Netflix, che entra felicemente a far parte della mia personale classifica come uno dei migliori film dell’anno.

Giudizio complessivo: 9
Buona visione,






Trailer


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