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Mai Con La Luna Piena


Regia: Nathan Juran


Navigando su siti i quali non posso neanche nominare per copyright, trovai tempo fa il dvd di questo Mai Con La Luna Piena, sconosciuto B movie Anni 70 che non ha neanche un briciolo di descrizione su Wikipedia, e ovviamente, affascinato dalla splendida copertina rigorosamente old style (SPOILER che tra l’altro ti spoilera il finale del film, grazie mille fottuto graphic designer FINE SPOILER) decisi di comprarlo con i soldi del patriarca per lo scorso Natale.

Completamente a scatola chiusa, ieri sera in tarda nottata ho piazzato il dischetto ovale nel videoregistratore (come mi sento vecchio) e mi sono accinto alla visione di uno dei capolavori del sottogenere horror dei licantropi, una di quelle pellicole entrate con merito nella filmografia mondiale per la capacità di unire alla perfezione un’ottima regia, una sceneggiatura funzionale e degli interpreti veramente in gamba.

Sapete che vi sto prendendo per il culo, vero?

Ciononostante, il film non è così orribile come potrebbe sembrare e, in alcuni punti, la tensione creata è abbastanza tangibile, prima di essere rovinata da qualche cazzata veramente da pellicola di serie Z girata dalla coppia Ed Wood & Tommy Wiseau in piena crisi (non solo creativa).


La trama racconta di un padre che, insieme al figlioletto di 10 anni, decide di trascorrere un week-end nel proprio chalet sulle montagne californiane ma, passeggiando per il bosco a notte fonda, viene aggredito da un uomo che, dopo un’accesa rissa, cade in un dirupo e rimane infilzato in un cartello stradale (scena assurda che risulta ancora più divertente dalla presenza di uno stuntman molto più vecchio dell’attore che dovrebbe interpretare….ecco come dovremmo usare questa miriade di inutili anziani, come stuntman nelle scene d’azione!) 

Il figlio (l’unico che ha visto tale rissa) sostiene che l’aggressore fosse un lupo mannaro e, ovviamente, nessuno gli crede, finché suo padre, morso durante la lotta, non inizia a trasformarsi nelle notti di luna piena (praticamente tutte nel corso di una settimana) in un essere cattivo, peloso e voglioso di carne (no, non è Harvey Weinstein) che inizia a terrorizzare la piccola comunità montana, finché una confraternita di hippies religiosi non cercherà di fermare la ferocia del figlio di Satana….

Oltre alla presenza di codesta confraternita, veramente irritante, che non fa altro che urlare il nome di Cristo manco fosse Germano Mosconi quando sente sbattere le porte, nel film vi è anche presente il tema del divorzio (in voga negli Anni 70 peggio che la cocaina), ben calibrato tra l’atmosfera di mistero e quella familiare tra il protagonista e la sua ex moglie (una milfona dai capezzoli spigolosamente a punta). 


Il make up del lupo antropomorfo, seppur rudimentale (si vedono spesso le labbra dello stuntman sotto quelle finte della maschera), funziona e ogni tanto mette i brividi, ricordando classici come L’Uomo Lupo o L’Implacabile Condanna ed anche il sangue, seppur dosato con il contagocce, ci piace così, poco ma buono (come sul corpo martoriato dello psichiatra).

Ottima la fotografia notturna di qualcuno che non conosco perché su Wikipedia sto film non c’è.

Ouverture finale che prelude ad una continuità nella vicenda….quindi pregate che stasera non ci sia la luna piena.

SCONOSCIUTO WOLF MOVIE DEI PRIMI ANNI 70 PIENO ZEPPO DI ERRORI E DI DIFETTI, MA CHE RAGGIUNGE ASSOLUTAMENTE LA SUFFICIENZA.

CONSIGLIATO ESCLUSIVAMENTE AGLI ESTIMATORI DEI B MOVIE DI QUESTI ANNI E AGLI AFFETTI DA LICANTROPISMO.

Giudizio complessivo: 6,3
Buona visione,





Trailer


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