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V/H/S Viral


Regia: Vari registi

Se il primo e il secondo V/H/S erano stati più che dignitosi, questo terzo capitolo lascia più di un dubbio, non raggiungendo minimamente i livelli visti in precedenza, nonostante tra i vari registi coinvolti ci fossero nomi abbastanza interessanti, tenendo conto dei pochi altri lavori da essi diretti.

Per carità qualche spunto interessante lo si trova, qualche corto è più interessante di altri, ma in definitiva la sufficienza non viene raggiunta.

Ma andiamo, come di consueto, ad analizzare i singoli segmenti componenti questo V/H/S Viral.


Vicious Circle (diretto da Marcel Sarmiento).

Questo sarebbe l’episodio cornice, che però in realtà appare slegato dagli altri. 

Racconta la storia di questa coppia piuttosto insopportabile che continua a riprendersi di continuo fino a che il ragazzo iper coglione decide di uscire a filmare un camion dei gelati che corre impazzito per le strade della città. Ovviamente non sarà una buona idea.

Corto molto debole, nonostante la firma sia quella di Marcel Sarmiento, che avevo apprezzato non poco in “Deadgirl”. Tutto si svolge in maniera piuttosto confusa, le riprese spesso sono ai limiti del fastidioso e il messaggio che vuole passare (ovvero la solita critica all’abuso di protagonismo sulla rete) non colpisce come dovrebbe, probabilmente a causa delle scelte operate dal regista.

Dimenticabile.



Dante The Great (diretto da Gregg Bishop).

Gregg Bishop non aveva demeritato nel Siren visto di recente, ma qui ahinoi non si ripete.

La storia tutto sommato poteva anche essere interessante, vedendo un mago da due soldi che grazie al mantello magico di Houdini inizia a compiere trucchi notevoli, anche se poi in realtà il suddetto mantello pretende il suo “nutrimento” quotidiano.

Diciamo pure che, a conti fatti, parlare di cagata pazzesca non è poi così una bestemmia; lo sviluppo della storia tende a sfociare ben presto nel grottesco, a seguito di una serie di esagerazioni mista a confusione e scene ridicole (tipo il combattimento mago-assistente).

Un po’ di splatter non basta a salvare la baracca, anche se il finale non dispiace.



Parallel Monster (diretto da Nacho Vigalondo

Il corto migliore del lotto, che all’inizio parte un po’ in sordina, ma che poi sa riprendersi molto bene.

Uno scienziato inventa un sofisticato macchinario che gli consente di viaggiare in dimensioni parallele, dove incontra il suo doppio con cui decidono di scambiarsi i ruoli. Anche qui non sarà una buona idea.

I riferimenti a The Fly, Henenlotter, e Denti sono abbastanza chiari, il ritmo è buono e si resta facilmente attaccati allo schermo, grazie a piacevoli effettacci in stile anni ’80.

Il finale anche qui piace anche se lascia il dubbio che il corto volesse dire molte altre cose riguardo alla dimensione satanica e demoniaca, ma forse il tempo a disposizione era troppo poco.



Bonestorm (diretto da Justin Benson e Aaron Scott Moorhead)

Il peggiore di tutti, corto insulso e fastidioso, nonostante l’accoppiata in regia sia di buon livello.

La storia vede questi ragazzotti skaters prendersi a male con gruppo di mezzi satanisti che poi in realtà sembrano essere mezzi zombies o non si capisce cosa.

Noioso, ridicolo, senza capo né coda, una schifezza insomma (nonostante alcuni trucchi non siano poi così pessimi) e non servono molte altre parole.


Detto ciò appare evidente che un unico segmento più che dignitoso non basta a salvare una nave che fa acqua da tutte le parti. Se l’andazzo è questo spero non vi sia un VHS 4.

Giudizio complessivo: 5.2
Enjoy,






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