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Cogan - Killing Them Softly


Regia: Andrew Dominik


Il sogno americano travolto dalla crisi economica del 2008. La prima elezione come presidente degli USA per Obama. Un' America triste, cupa che ha bisogno di rialzarsi attraverso un cambiamento. La crisi cambia le persone, le rende più fragili, più impulsive ma ciò che non cambia è la criminalità. Una società che uccide dolcemente.


Il film è ambientato in questo periodo e lo critica in maniera molto esplicita; purtroppo però il legame ad esso, espresso attraverso la radio, le televisioni e i quartieri degradati, è troppo forzato, poco "naturale" e quindi poco credibile.

Una critica coraggiosa ma resa in maniera poco convincente, a causa di una trama già vista e in alcun momenti debole.

Detto ciò, il film ha i suoi pregi che lo rendono, nonostante gli evidenti problemi, piacevole e intrigante. Un pulp che si avvicina molto più alla commedia nera che al thriller, con le idee chiare e discutibili ma, sicuramente, rispettabili.


Anche se non è riuscito a coinvolgermi del tutto sempre a causa dei suo problemi relativi alla trama troppo prevedibile e scontata (i vari colpi di scena non funzionano) e ad una caratterizzazione dei personaggi un po' banale; mi ha comunque stupito per alcuni suoi aspetti.

Primo tra tutti la regia, affidata a Andrew Dominik, che attraverso uno sguardo cinico e un uso consapevole dello slow-motion e di tanta violenza, realizza delle scene che colpiscono parecchio lo spettatore.


Naturalmente anche il cast fa la sua parte per tenere il film in piedi, grazie ad uno straordinario Ray Liotta, un magnetico Ben Mendelsohn e un ottimo, come sempre del resto, Brad Pitt

Tutto il film è accompagnato da un'ottima colonna sonora, una fotografia suggestiva e un ritmo rilassante.

Giudizio complessivo: 6+
Buona visione,





Trailer



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