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Camping Del Terrore


Regia: Ruggero Deodato


Ecco che, a metà degli Anni 80, un maestro del genere horror come Ruggero Deodato (autore (manco a dirlo) di Cannibal Holocaust e La Casa Sperduta Nel Parco) realizza, da un copione di Capone e Sacchetti, quello che può essere considerato come “Il Venerdì 13 Italiano”.

Infatti, invece che essere ambientato al Camp Crystal Lake (“Ma dove siamo finiti? Nel Wyoming!”), abbiamo come location i monti del Gran Sasso (e non sono esattamente uguali alle foreste del parco di Yellowstone, però vabbè se non vi va bene guardatevi Yoghi & Bubu).

Un gruppo di ragazzi più Anni 80 dei Goonies (gli sportivi fenomeni, le figone della madonna e il ciccione sfigato) arriva in questo campeggio disperso tra i boschi di conifere, gestito da una macabra coppia in piena crisi….I ragazzi non possono neanche immaginare che la foresta, qualche anno prima, è stata il luogo di un brutale omicidio causato da arma bianca e che adesso è infestata dallo spirito di uno sciamano in cerca di vendetta verso chi gli ha strappato la terra (ovviamente la storia è ambientata negli States, anche se uno sciamano abruzzese sarebbe una bellissima idea per il prossimo film di Checco Zalone).

Il cast, per un amante dell’horror, è spettacolare (mentre per tutti gli altri sono solo semplici sconosciuti): il compianto David Hess (l’uomo con la faccia più di merda del mondo e protagonista de L’ultima Casa A Sinistra di Nostro Signore Wes Craven e del già citato La Casa Sperduta Nel Parco), Mismy Farmer (attrice di cult come Quattro Mosche Di Velluto Grigio di Argento, Black Cat di Fulci e Macchie Solari di Crispino), il mitico Charles Napier (il poliziotto preso a manganellate da Hannibal Lecter nel capolavoro Il Silenzio Degli Innocenti) e una bellissima Nancy Brilli, vincitrice del Premio Oscar per le migliori tette 1988 (quell’anno, a capo dell’Academy, c’era Harvey Weinstein) e reduce dal successo di un altro horror nostrano: Demoni 2….L’incubo Ritorna di Lamberto Bava (ricordato per Macabro) , figlio di Mario Bava, creatore del genere slasher (di cui Camping Del Terrore è un ottimo esempio) avendo diretto, nel 1971, il cult Reazione A Catena…...e dopo 25 righe senza interruzione, ecco finalmente un punto.


Nonostante non sia il miglior film della carriera deodatiana (che bello che è inventarsi gli aggettivi in base al regista del film), il film scorre senza mai annoiare e l’atmosfera spettrale creata dagli alberi (e dai turgidi capezzoli infreddoliti della Brilli) è riuscita in pieno.

Intuibile l’identità del serial killer che, stando attenti, la si può indovinare già da metà film (giocare a Cluedo con gli slasher è il mio hobby preferito!).

Strepitoso è il colpaccio di scena finale che Deodato ci tende subito prima dei titoli di coda (e noi non aspettavamo altro).

Tra le pecche un microfono a giraffa si intravede sul parabrezza, un attore biondo cade da un dirupo e viene sostituito da uno stuntman moro e la divertentissima storia di una coppia trovata massacrata a colpi di lama in un casa (a due piani) e la successiva indagine, dalla quale verrà data la colpa di tale omicidio ad un ORSO (?!?!?!.....Ma allora c’erano anche Yoghi & Bubu in Abruzzo!).

In America è abbastanza conosciuto e ha il meraviglioso titolo Body Count.


NON ARRIVANDO AI LIVELLI DI CANNIBAL HOLOCAUST, DEODATO FIRMA (che sarebbe filma in romano) UN PIACEVOLISSIMO SLASHER NOSTRANO, CONSIGLIATO PERÒ SOLO AI FAN DEL GENERE (sotto occhi inesperti potrebbe essere considerato ridicolo).

Ps: Se vi venisse la passione per il trekking, mi raccomando non andate in Abruzzo, ve lo dico per la vostra sopravvivenza. Parola di Bear Grylls.


Giudizio complessivo: 7

Enjoy,




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