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Finchè Morte Non Ci Separi - (Ready or Not)


Regia: Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett


RECENSIONE

Che filmone ragazzi!

Sì non sto esagerando; nonostante ci siano stati molti pareri non entusiastici, Finchè Morte Non Ci Separi (Ready or Not in lingua originale) mi ha regalato un'insperata gioia, che mi pare giusto condividere con tutti gli appassionati del genere.

I dubbi e la curiosità erano entrambi dettati dal chi si trova dietro la macchina da presa, quel collettivo Radio Silence che si era ben comportato nei segmenti diretti in V/H/S e Southbound e che aveva deluso con il lungometraggio La Stirpe Del Male. Che poi gli accreditati ufficiali risulterebbero essere solo Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, ma poco importa, se la vedranno loro.

C’era quindi da capire se i sigg.ri sopra citati avessero le carte in regola per poter condurre in porto con successo un film interamente loro e qui, a parer mio, han fatto sicuramente centro, grazie ad un mix esplosivo di azione, splatter, black humour e personaggi ben studiati.


E quello che, più di ogni altra cosa, ha contribuito alla buona riuscita dell’operazione, è stato proprio impostare il tutto seguendo il canale della cazzaronaggine, che però non è fine a se stessa dal momento che spesso le gag meglio riuscite sono quelle che pungono l’ambiente facoltoso ed elitario su cui la pellicola è costruita. Già lo si nota nelle divertenti fasi di preparazione al matrimonio, ove le facce da funerale dei parenti lasciano presagire che la suddetta cerimonia sarà solo il preludio ad una serie di spiacevoli eventi.

E questi eventi sono possibili grazie alla sagace scelta del gioco previsto per i festeggiamenti, quel “nascondino” a cui tutti hanno giocato da bambini e che rievoca senza dubbio spensierati ricordi (a patto che venga giocato nella versione classica e non a quello previsto dalla famiglia Le Domas). È chiaro che qui la faccenda viene un po’ spinta oltre il limite del possibile e del credibile, ma proprio la vena black umoristica prima citata interviene in soccorso al film proprio nei momenti in cui la tendenza a farla fuori dal vaso stava prendendo troppo campo. 


La storia riesce a mantenere vivo l’interesse grazie anche ad una buona scelta dei personaggi; troviamo infatti un assortimento variegato che spazia dalla vecchia zia austera alla figlia cocainomane e pasticciona, passando per il figlio alcolizzato e la nuora (ultima entrata in famiglia) calatasi in fretta nei panni della nullafacente arricchita. Ma la vera MVP della partita è chiaramente lei, la sposa, ottimamente interpretata da quella Samara Weaving che, archiviato il suo impiego in qualità di Babysitter, decide che è arrivato il momento di entrare a far parte della famiglia che pare non abbia avuto. E a proposito cara Samara, se vuoi sposarmi sappi che la mia famiglia è assolutamente normale e non ha intenzione di giocare a nessun gioco.


Il film poi scorre decisamente bene, alcune scene risultano davvero pregevoli e il sangue non si limita di certo a fare da comparsa. E poi arriva quel finale meraviglioso, di quelli come piacciono a me, con il nonsense e lo splatter a farla da padroni e a lasciarci con la marcia nuziale in versione rockettara che chiude brillantemente il tutto.

Un solo appunto mi viene da fare, anche se siamo d’accordo che la serietà non è il pezzo forte della pellicola - ATTENZIONE SPOILER - non ho capito il perché l’allegra famigliola, per gran parte del film, tenta in tutti i modi di far fuori la ragazza, quando poi in realtà c’era di mezzo il rito; cioè se la sparavano subito che cazz. succedeva??? Valeva lo stesso??? – FINE SPOILER -

Detto ciò, lo ribadisco, Filmone!

Giudizio complessivo: 8.3
Enjoy,




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