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Transcendence


Regia: Wally Pfister

Sono molti gli studi riguardanti l’Intelligenza Artificiale, la possibilità di creare una macchina in grado di pensare, risolvere problemi, agire e prevedere le conseguenze delle proprie azioni, una macchina in grado di superare il test di Turing, in grado di ingannare un giudice che riterrà di star colloquiando con una persona e non con un essere artificiale, una macchina in grado di comprendere ciò che gli altri (uomini o macchine) comunicano e rispondere di conseguenza.

Questo tema ha riscosso molto interesse nel campo cinematografico, di fatto sono molti i film sull’Intelligenza Artificiale, osservata ed esaminata da diversi punti di vista, ed uno di questi è Transcendence di Wally Pfister.

La pellicola, con attore protagonista Johnny Depp, affronta molte tematiche quali l’Intelligenza Artificiale, le nanotecnologie in grado di salvare l’essere umano, l’utilizzo dei robot nella società e la paura del genere umano nei confronti di queste macchine in modo chiaro, facendo anche numerosi riferimenti alle nozioni teoriche.


TRAMA SPOILEROSA

Il dottor Will Caster, uno dei più importanti ricercatori nel campo dell'Intelligenza Artificiale, sta cercando di creare la singolarità tecnologica, che lui chiama ‘Trascendenza’, una macchina cioè in grado di combinare l'intelligenza collettiva di tutto ciò che esiste con la gamma completa delle emozioni umane. Il dottor Caster però, all'improvviso, viene assassinato da terroristi anti-tecnologici e la moglie Evelyn, anche lei scienziata, cercherà di caricare il cervello del marito in un computer dando vita ad una trascendenza tecnologica, riuscendo a superare la morte del corpo biologico rendendo ‘immortale’ la mente. Evelyn, guidata dalla coscienza cibernetica di Will, costruisce un laboratorio di ricerca a Brightwood, dove vengono eseguiti degli esperimenti al fine di garantire la guarigione dei tessuti umani grazie all'utilizzo di nano-robot e dell'upload, meccanismo già utilizzato in precedenza, che permette a Will di creare degli ibridi, "una razza umana più avanzata". La moglie, però, inizia a nutrire dei dubbi sulla macchina, sul fatto che possa essere davvero Will e decide di allearsi con il gruppo di terroristi anti-tecnologici con lo scopo di spegnerlo. Si fa quindi iniettare un virus al fine di farsi uploadare anche lei e distruggere Will ma, nel frattempo, un bombardamento a distanza colpisce Evelyn e ‘la macchina’ deve decidere come utilizzare la sua energia residua, se per curare Evelyn oppure uploadare la sua coscienza dando l’avvio al virus.

Will, proiettandosi nel futuro e prevedendo gli esiti della sua scelta, decide di provocare la propria morte assieme a quella di Evelyn. Prima di spegnersi, però, mostra alla moglie il suo progetto: non voleva distruggere la specie umana, ma, al contrario, voleva solo curare il pianeta usando i nano-robot per ripulire la terra dall'inquinamento. Qualche anno dopo il loro amico Max Waters, nel visitare l'ormai ex casa dei due coniugi, si sofferma a guardare una goccia d'acqua caduta da un girasole mentre purifica una pozzanghera inquinata. Intuisce così che alcuni nano-robot sono sopravvissuti al virus, grazie alla rete protettiva di rame costruita da Will mentre era ancora in vita, salvando così le coscienze di Will ed Evelyn.


RECENSIONE NO SPOILER

Dal film si coglie la volontà di esprimere una sorta di superiorità delle macchine nei confronti dell’essere umano, portando lo spettatore più volte a riflettere su quali siano le parti da prendere: pro o contro tecnologia. Inoltre viene proposta la realizzazione di un tipo diverso di Intelligenza Artificiale ritenendo che "se l’umanità vuole sopravvivere e avanzare a livelli più alti sia necessario un nuovo tipo di pensiero": per costruire una macchina che abbia coscienza di sé, che si preoccupi del genere umano e dell’ambiente circostante bisogna far riferimento ad una mente già esistente, quindi, da questo punto di vista, la pellicola ci offre uno spunto innovativo su cui riflettere per quanto riguarda la realizzazione di Intelligenze Artificiali

Tali questioni sono state analizzate anche da Hans Moravec, il quale parlava di mind uploading come copia dei neuroni umani, studiando la struttura del cervello e creando una loro simulazione grazie ad un intervento chirurgico e come creazione di un computer portatile capace di assimilare e riprodurre il cervello umano – e dall’informatico Raymond Kurzweil, il quale era convinto che nel 2030 gli uomini sarebbero diventati degli ibridi: il cervello biologico non basterà più e sarà necessario ricorrere a degli impianti nano-robotici, collegando ciò che resta della mente umana al cloud, cioè il grande magazzino dei dati su internet.

Transcendence permette inoltre a noi spettatori di decidere se effettivamente la macchina sia la coscienza di Will o semplicemente una coscienza interamente artificiale, anche se ci sono effettivamente molti più indizi che spingono più da un lato che dall’altro: il dottor Caster è innamorato di sua moglie e nel momento in cui diviene una coscienza cibernetica non pensa ad altro che a far avverare il sogno che lo aveva, da sempre, accomunato a lei. Ciò che guida l’Intelligenza Artificiale in tutte le sue azioni è l'amore e questo risulta evidente nel finale, quando SPOILER Will decide di iniettarsi il virus che lo avrebbe portato allo spegnimento, mentre invece risulta chiaro che una macchina artificiale, almeno per come viene considerata oggigiorno dal genere umano, avrebbe deciso di continuare la sua impresa e di essere immortale FINE SPOLIER.

Un’altra questione che viene lasciata velatamente intendere e quindi aperta alle varie interpretazioni, è la possibilità o meno che siano effettivamente Evelyn e Will ancora vivi all'interno di alcune nano-macchine che si sono insediate, non a caso, nei girasoli nel giardino della casa dei due scienziati a bonificare la pozzanghera.

C’è chi coglie una critica nei confronti della tecnologia da parte di questo film, chi ritiene, invece, che voglia spingere verso una riflessione profonda del futuro delle macchine, delle loro abilità e delle loro potenzialità. 

Chi punta sulla seconda possibilità è sicuramente spinto dal finale in quanto non mostra un’immagine negativa della tecnologia. Will, infatti, ha sempre e solo aiutato le persone e risulta, più che altro, lampante la paura dell’uomo nei confronti di alcune questioni che non riesce ancora a comprendere fino in fondo.

Giudizio complessivo: 8
Buona visione,





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