Fleishman A Pezzi: La Recensione della Serie TV



Ideatore: Taffy Brodesser-Akner


Trama


A Manhattan, durante una torrida estate, Toby Fleishman, da poco divorziato, decide di ricominciare a vivere esplorando un nuovo mondo fatto di app di incontri e riscoprendo amicizie perdute.

Se non fosse che la sua ex-moglie Rachel scompare improvvisamente, lasciandolo da solo a occuparsi dei loro bambini e catapultandolo nuovamente verso l'abisso...


Recensione


Fleishman a Pezzi (Fleishman is in Trouble) è una miniserie tratta dall’omonimo romanzo di Taffy Brodesser-Akner: un piccolo gioiello imperdibile che inizia piano, partendo dalla crisi post divorzio di un quarantenne, Toby Fleishman, con il volto di Jesse Eisenberg, che tenta di rimettere i pezzi della sua vita a posto, tra una ritrovata libertà sessuale e il desiderio di riallacciare amicizie sospese. Inizia piano, non la si comprende subito, cresce gradualmente, fino a portare lo spettatore esattamente là dove vuole colpirlo.




E lo fa con una struttura narrativa spezzettata, composta da flashback e linee narrative che si susseguono con tempi e modi apparentemente sconnessi, ma che delineano piano piano il quadro generale. Come una matrioska la storia iniziale racchiude al suo interno altre storie, anche più interessanti e il punto di vista si sposta continuamente, proprio come ogni episodio inizia con il “sottosopra” di new York che poi si ricolloca con la giusta panoramica.

Unico punto costante è la voce narrante di Libby (un’azzeccatissima Lizzy Caplan), alter ego dell’autrice del romanzo, che ha curato anche la sceneggiatura, amica del protagonista dai tempi dell’università che, da voce narrante, diventerà vera e propria protagonista della storia.


E poi c’è Rachel, una Claire Danes che, come accadeva in Homeland, veste i panni di una donna complicata, difficile, dura e verbalmente violenta, che lo spettatore conoscerà inizialmente solo da punto di vista di Toby, punto di vista che si rivelerà privo di una prospettiva globale, che verrà fornita solo alla fine.

Una serie che tratta temi importanti quali il divorzio, la maternità, la depressione post-partum, il posizionamento sociale e le aspettative disattese, ma soprattutto la difficoltà a “crescere” di quella generazione di quarantenni che improvvisamente e inspiegabilmente si trovano adulti, in bilico tra il desiderio di una vita senza vincoli e quello di una serenità affettiva familiare.

Una serie che affronta in modo originale il tema della maturità, quella individuale, affettiva e sociale e lo fa con scelte registiche che non ti aspetti e con scelte di casting che posizionano sapientemente ogni interprete al posto giusto.

Buona visione,



Trailer



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