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La Signora Ammazzatutti - Serial Mom


Regia: John Waters


Psycho si concludeva con Norman Bates in cella che, guardando volare una mosca diceva "Non scaccerò nemmeno quella mosca. Spero che mi stiano osservando, così vedranno. Vedranno e sapranno. E diranno a tutti: "Ma se lei non farebbe male neppure ad una mosca!""

Ecco. Beverly Sutphin, quella mosca che ronza senza pace nella sua cucina, nel suo tavolo, fra le sue tazze e il suo cibo, la osserva, la ipnotizza e poi la schiaccia senza pietà alcuna, con la ferocia e l'emozione di una serial killer.

A partire da questa prima scena John Waters, "The Pope Of Trash", ci mostra come la Signora Sutphin, malgrado il suo sorriso perenne e la sua perfezione maniacale, nasconda qualcosa di macabro che, fra torte e grembiulini a quadri, anche i figli e il marito sembrano scorgere.


Beverly (una fantastica Kathleen Turner, che sembra aver cucito addosso questo ruolo) è la massaia perfetta, una madre e un moglie amorevole, attenta ai bisogni della sua famiglia e all'ordine della sua casa. Perfetta, troppo perfetta. Così perfetta che, come Biancaneve, improvvisa dei concerti con gli uccellini. Così ordinata che non sopporta di vedere qualcuno masticare un chewing gum.

E' così maniacale che vuole controllare ogni cosa riguardi la pace della sua famiglia. 

Niente può mettere a repentaglio il suo ordine. Niente deve minare alle basi della serenità di suo marito e dei suoi figli. Altrimenti la nostra Serial Mom, schiaccerà il pedale dell'acceleratore della sua auto, prenderà un coltello oppure un cosciotto di pollo e ucciderà chi si mette in mezzo a lei e la sua idea di mondo ideale.

In un crescendo comico e trash - ma non ai livelli insuperabili dei primi film - John Waters ci mostra il falso perbenismo della borghesia americana, in cui l'apparenza conta più della sostanza. 

Beverly Sutphin è il simbolo di questa apparenza. Bionda, sorridente, senza un capello fuori posto. Ma che, sotto la copertina dei libri sull'ornitologia, nasconde la biografia di Charles Manson.
Beverly non ama il cinema "perchè i film sono così violenti" ma quando uccide le piace vedere il sangue.

John Waters non vuole criticare solo la famiglia americana ma un'intera società che sembra sdegnarsi nei confronti della violenza e dell'orrore, ma che in quell'orrore ci sguazza. 

Beverly infatti, agli occhi della gente, diventa un mostro, ma un mostro che la società tratta come un'icona, come qualcosa con cui poter fare soldi e con cui ci si possa identificare. 

La sua storia infatti diventa la sceneggiatura per una serie tv e la sua faccia, fuori dal tribunale, impazza su T-shirt e spillette. Tutto si può vendere nel mercato moderno. L'importante è avere il look e la faccia giusta.

Il film si muove fra commedia e thriller, con una forte dose di humor nero. 

Le immagini delle case senza un grammo di polvere e i giardini dagli steccati piene di rose si fondono con quelle delle bocche animalesche che addentano il cibo e con i pezzi di intestino che rimangono attaccati alle scarpe linde della madre perfetta. E fra citazioni di horror come "Blood Feast", "La Casa", "Hellraiser", "Nightmare", "Venerdì 13", "Henry Pioggia Di Sangue", si affacciano "Biancaneve E I Sette Nani" e il musical "Annie".

Perché nella retorica della società tutto si fonde. E John Waters è colui che più di ogni altro riesce a mescolare tutto questo, facendo uscire il grottesco e il disturbante da ogni angolo di qualsiasi cittadina americana.


Giudizio complessivo: 8
Buona visione,

Stranger films

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