Paura Nella Notte: La Recensione del Film



Regia: Jimmy Sangster


Dopo anni di invisibilità e rari passaggi televisivi, ecco che questo thriller made in Hammer spunta sul catalogo Prime, con lo stesso agguato di un lavavetri al semaforo.

Grazie, ma no grazie, un’altra volta, eh? Che poi dire “spunta”…Piuttosto è molto in fondo al catalogo, forse fa da tappullo, serve una certa quota di titolacci da infilare, casomai qualcuno chieda una visione. E infatti sarebbe meglio dirgli “No, grazie” e dare un euro al lavavetri: io e il parabrezza ci saremmo divertiti di più.


Trama: Peggy non è tanto in bolla (va dallo psichiatra), ma si sposa con Robert che ha le fattezze di Ralph Bates (col curriculum da villain in altre pellicole) e si trasferisce con lui nella campagna inglese per seguirlo nel suo lavoro da insegnante. Prima però viene aggredita da un uomo con una protesi al braccio, ma ovviamente Robert non le crede. Poi fa la conoscenza dell’inquietante direttore scolastico Michael Carmichael (Peter Cushing in un ruolino striminzito come lui), che vaga per le stanze deserte dell’istituto e guarda caso ha un braccio di legno, che però non è lui, perché in realtà è meglio scrivere una sceneggiatura finto contorta per una storiella semplice e soporifera come Peggy.


La Hammer è (stata) una fabbrica di horror, ma sul versante thriller (almeno questo) fa cilecca. La sceneggiatura (scritta da Sangster stesso) è rimasta a prendere polvere dagli anni Sessanta, e dopo un paio di forfait e di cambio titolo (Brainstorming, The Claw) torna come un boomerang sul suo creatore.

Sangster è stato un buon sceneggiatore per La Casa, tanto da meritarsi il nomignolo di Jimmy il Malvagio, ma qui fa acqua da tutte le parti cercando un intrigo che vorrebbe rifarsi a Hitchcock, ma poi si è annoiato lui per primo. Forse aveva finito la roba buona, vai a sapere. Magari strizzando la storia in mezz’ora, sarebbe stato passabile in qualche film a episodi.


Anche come regista è abbastanza spento, se ricordate lo abbiamo già visto all’opera in Mircalla, L’Amante Immortale. Così invece di interessarti, ti dà il torpore come la protagonista, Joan Bennet perennemente passiva e imbambolata, che sembra quelle alunne che ti fassano dal banco con occhio vitreo e non sai se lo fanno per cinismo o perché al posto del cervello hanno il rumore del mare.

Peter Cushing è più un cameo che altro, ma con il suo look con baffetto hitleriano, le lenti rotonde e la toga sembra anticipare il personaggio del Maestro di Pink Floyd - The Wall. Hey Cushing, leave the kids alone! Joan Collins, pur essendo la bitch role, è decorativa pure lei. Su Bates, niente da segnalare, ha fatto di meglio altrove. L’unico brivido sono le carrellate sule aule scolastiche vuote con le voci registrate degli studenti, che danno un effetto perturbante di brutti ricordi scolastici. Per il resto, grazie ma no grazie. Vi devo un euro.

Per aficionados irriducibili, oh yeah.

Buona visione,



Trailer



Lasciate un commento, oh voi che leggete...
Per non perdervi neanche una recensione, seguiteci qui 😉:

     

Nessun commento:

Posta un commento