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Il Sospetto


Regia: Thomas Vinterberg


Quali sono gli elementi per costruire un film drammatico?

Di sicuro non esiste una formula sola ma una delle ricette maggiormente usate vede come principali ingredienti una forte ingiustizia perpetrata nei confronti del protagonista ed un ingiusto accanimento nei suoi confronti.

Questa tecnica permette di creare una fortissima empatia con il protagonista e vi garantisco che ne Il Sospetto questo sentimento sarà portato a livelli esponenziali. Il sapere che Lucas, insegnante ingiustamente accusato di pedofilia, è in realtà innocente ci farà sentire totalmente schierati al suo fianco e, spesso, vorremmo entrare nel film per raccontare a tutti la verità ed aiutare quel povero uomo distrutto ed odiato dal mondo intero. 


Il coinvolgimento emotivo da parte dello spettatore è quindi alle stelle ed è forse quello che è riuscito maggiormente a coinvolgermi dopo Il Miglio Verde... beh, quello è stato davvero straziante.

La tecnica di Vinterberg è sopraffina e risente molto del Dogma 95: assenza quasi totale di colonna sonora, luce naturale, camera a mano e una storia molto drammatica. Elementi già visti ma combinati insieme in una maniera inedita e assolutamente funzionale. Alcune scene riescono poi a dare i brividi, come quando Lucas fissa l'amico/nemico Theo in chiesa o quando la piccola Klara confessa il falso in una buia stanza dell'asilo; in entrambi i casi l'uso della luce si rivela fondamentale e l'attenzione per gli sguardi riesce a permeare le scene di una potenza davvero grandiosa.

Gli attori sono tutti assolutamente credibili, sia adulti che piccini, ma Mads Mikkelsen è una spanna sopra a tutti gli altri. L'evoluzione del suo personaggio è costruita nei minimi dettagli, da amorevole professore a uomo distrutto e violento, una metamorfosi che avverrà gradualmente e che distruggerà anche noi spettatori, colpevoli di non poter raccontare al mondo la verità dei fatti.


Per quanto riguarda il senso del film, questo vuole essere un mònito sulla viralità dell'informazione, in questo caso con il passaparola ma che potrebbe tranquillamente essere via web. Si sentono quasi ogni settimana casi di persone che si sono tolte la vita o che hanno avuto gravi problemi per voci circolate in rete o per materiale che li riguardava diffuso inappropriatamente dagli utenti. Anche in Italia ci sono stati celebri casi di maldicenze che hanno rovinato vite e carriere di persone, come ad esempio i presunti iettatori Mia Martini e Marco Masini, accusati stupidamente di portare sfortuna e quindi sempre meno richiesti in TV e nei festival.

La velocità con cui circolano le notizie, specialmente se false ed eclatanti, è davvero allucinante e sarebbe un errore credere che quello che accade ne Il Sospetto è solamente finzione, lontano dalla vita di tutti i giorni. Tutti noi potremmo essere vittime come Lucas o carnefici come l'insegnante Grethe, tutti potremmo parlare troppo e causare incidenti a qualcuno. Questo pensiero non è un caso isolato nel panorama cinematografico ma ci sono stati altri esempi che trattano l'argomento in modo anche molto diverso, come ad esempio OldBoy di Park Chan Wook.


Tornando al film, resta quindi un ottimo lavoro diretto con i fiocchi ed in grado di coinvolgervi come quasi nesun'altro potrebbe fare. Consigliatissima la visione a tutti gli amanti dei thriller e dei drammi, sconsigliata a chi vuole vedere qualcosa di tranquillo, qua vi ribollirà il sangue nelle vene per tutto il tempo.

Giudizio complessivo: 9.3
Buona Visione,


Stefano Gandelli



Trailer



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