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The Do Over



Regia: Steven Brill


Trama iniziale

In una rimpatriata di liceo, in stile ballo di fine anno, si rincontrano dopo venticinque anni i vecchi compagni, persone che non si vedevano più da una vita e che magari hanno intrapreso strade del tutto differenti da quelle che avevano immaginato. Charlie McMillan però è rimasto cristallizzato, la sua ambizione non è cambiata di una virgola rispetto a quando era un ragazzino, solo che ora l'età avanza e gli si prospetta un roseo futuro in cui mantenere una moglie e i due figli adottati.

Compare così all'improvviso il suo ex-miglior amico, che ora lavora dove sempre aveva sognato, all'FBI, e gli fa capire che non è mai troppo tardi per allontanarsi dai suoi doveri ed iniziare una nuova vita. I due decidono dunque di rifrequentarsi e si concedono una piccola vacanza su uno yacht. Peccato che Max l'abbia preso alla lettera quando l'amico diceva che avrebbe voluto svoltare pagina e inscena la loro morte. Si accaparrano l'identità di due cadaveri, sfiga vuole che costoro non fossero proprio due persone caste..


Adam Sandler

Recensione no-spoiler

Adam Sandler torna far parlare di sé con un altro film in collaborazione con Netflix (su quattro film che finora ha prodotto, questo è il secondo che lo vede protagonista) e stavolta porta a casa un risultato abbastanza decente. È quindi interessante capire che cosa abbia funzionato qui e in cosa invece abbia fallito in The Ridiculous 6. In breve, forse l'elemento decisivo è proprio l'assenza di Sandler alla sceneggiatura, dato che nel western uscito a Dicembre ha collaborato a scrivere una trama che si può riassumere nel giro di un minuto. The Do Over invece vanta un turbinio di vicende, addirittura con qualche colpo di scena: anche un profano avvertirebbe tale differenza tra i due lungometraggi.

Assistiamo dunque a una storia parecchio intricata, anche difficile da spiegare perché in alcuni punti diventa assai confusionaria. Si intersecano menzogne su più livelli, doppi giochi e molto altro, insomma una sorpresa dietro l'altra. Intendiamoci, non sto parlando di un nuovo film di James Bond, ma per il genere demenziale di cui Sandler è degno esponente, chiedere più di questo sarebbe pari all'invocazione di un miracolo. Mi ha dunque stupito capire grazie allo spiegone finale come in realtà avessero un senso ai fini della trama tutti quei personaggi bizzarri e quei comportamenti sopra le righe.

In partenza non brilla certo per originalità, ripescando la tematica dell'uomo di mezza età ormai troppo vecchio per poter mandare tutto all'aria e ripartire da zero, aspirante una vita alternativa, già al centro di F Is For Family. Non innova neanche in seguito con l'espediente della simulazione della propria morte per lasciarsi tutto alle spalle, tòpos antichissimo che in Italia è ben conosciuto grazie a Il Fu Mattia Pascal. Rimane però un buon prodotto di intrattenimento, valido per passare una serata magari in compagnia. Le volgarità non si contano, ma che importa! ;)


Paula Patton

Per inciso, Paula Patton sa come mostrare le sue grazie al meglio e l'ho trovata perfetta per il ruolo che ricopre, meno per la sua prova recitativa. A spalleggiare ancora una volta il nostro protagonista compare David Spade, che nella parte del noioso impiegato di banca riesce davvero bene. A contorno appaiono tanti altri volti più o meno noti, come Kathryn Hann e Luis Guzman, che hanno già avuto modo di incrociarsi in Come Ti Spaccio La Famiglia.





Consigliato agli spensierati amanti della comicità in puro stile statunitense; sconsigliato a chi per ridere ha bisogno di qualcosa in più che battutine e volgarità a palate.



Giudizio complessivo: 6.6

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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