Slam Dunk


  • Autore: Takehiko Inoue
  • Stagioni: 1
  • Periodo: 1993 - 1996
  • Episodi: 20 da ~ 22 min
  • Tempo totale di visione: ~ 7 ore e mezza

Allora diciamo che di Anime giapponesi non penso di averne visti molti (anzi completi direi neppure uno), ma per Slam Dunk ho dovuto fare un’eccezione, anzi ogni 3 o 4 anni me lo devo riguardare perché indubbiamente fa bene alla salute.

La storia è quella della problematica squadra di basket del liceo SHOHOKU, composta da personaggi che si possono definire per lo meno discutibili e che ovviamente, come vuole la tradizione, riusciranno a raggiungere l’obiettivo prefissato dopo svariate peripezie.
Il personaggio principale (azzeccatissimo ed idolo indiscusso delle folle) è il rosso HANAMICHI SAKURAGI, un totale imbecille rissoso e collezionista di 2 di picche come non se ne vedeva da tempo, che con il passare del tempo vedrà esprimere tutto il suo talento, passando attraverso clamorose figure dimmerda che in alcuni casi fanno davvero venire il mal di pancia dalle risate.

Ecco a proposito dei personaggi, oltre al protagonista sopra citato, voglio spendere un particolare elogio al creatore di questo manga (da cui poi sono stati prodotti 101 episodi dell’anime più 4 capitoli extra), in quanto tutti coloro che compaiono durante la storia sono incredibilmente funzionali alla vicenda, con i loro pregi e i loro difetti. 

Basti pensare in primis ai restanti giocatori della squadra:  

  • Rukawa, grandissimo talento associale, per il quale tutte le ragazze sbavano e di conseguenza grande antagonista di Sakuragi;
  • Akagi, il Gorilla capitano dal grande carisma, a cui tocca l’ingrato compito di tenere a bada il team di deficienti che trova a capitanare;
  • Mitsui, il teppista redento che dopo una delle più incredibili risse mai viste in una scuola diventa uno dei punti di forza della squadra;
  • Miyagi, il nanerottolo rissoso che se la prende un po’ con tutti ma che alla fine finisce con l’andare d’accordo con tutti in particolare con Sakuragi (col quale condivide la propensione al 2 di picche);
  • Kogure, il quattrocchi buono, sempre composto e mai sopra le righe.

A fare poi da contorno come non citare i vari Anzai (il mister ciccione ma dalla grande sapienza), Haruko (la ragazza dietro cui Hanamichi sbava più di un cane rabbioso), Ayako (l’allenatrice della squadra, dietro cui Miyagi sbava più di un cane rabbioso), le “truppe di Hanamichi” (i suoi amici più fidati che oltre a prenderlo per il culo spesso e volentieri, molte volte gli tolgono le castagne dal fuoco, soprattutto se c’è da suonarsi) e tanti altri che sicuramente mi starò dimenticando.

Ad essi vanno aggiunti i vari avversari (Maki, Sendo, Uozumi, Hanagata, Fushima…..) che ogni volta lo Shohoku deve affrontare, anch’essi tutti studiati a tavolino e prefetti per il ruolo che viene loro ritagliato, ciascuno come antagonista di uno dei protagonisti.

Il tema principale chiaramente sarebbe il basket, tra partite piuttosto verosimili sia in termine di punteggio che di svolgimento, campi da gioco interminabili (mai però quanto quelli incontrati in Holly e Benji), approfondimenti tecnici sulle regole principali (grazie anche alle incursioni dell’insopportabile Dottor T.) e giocate altamente spettacolari che probabilmente in Giappone se le scordano anche nei più rinomati campionati professionistici.



In realtà però il basket è solo il pretesto per raccontare molto altro. Le risse per esempio, che soprattutto nella parte iniziale la fanno da padrone e in alcuni casi vanno ben oltre quello che dovrebbe essere realmente possibile (anche il miglior pugile/lottatore soccomberebbe dopo la metà delle mazzate che si danno), sono un elemento fondamentale, così come le delusioni amorose, senza le quali per esempio il Genio del basket non avrebbe mai potuto manifestarsi al grande pubblico.

La narrazione della storia è un alternarsi di fasi più o meno serie e di altre a dir poco demenziali, in cui le espressioni dei personaggi, estremizzate da vignette alquanto divertenti, fanno pisciare sotto dal ridere. A questo si deve aggiungere un linguaggio decisamente scurrile, che ben si addice con la maggior parte dei minchioni ivi presenti.

Altro punto di forza è l’assenza di episodi sottotono; praticamente tutti riescono a mantenere elevato il livello, con particolare menzione per quelli della mega rissa tra la banda di Mitsui e i Giocatori e quelli narranti i finali delle partite più importanti. Se su questi ultimi ci fosse stato il commento di Flavio Tranquillo e Federico Buffa (torna a fare l’NBA ti prego!) sarebbe stato davvero il top :-D

Purtroppo nell’Anime manca la parte dei Campionati Nazionali, raccontata solo nel fumetto; francamente non ho compreso questa scelta e confido ancora che prima o poi qualcuno si decida a colmare questa lacuna.


Consigliatissimo agli appassionati di basket con animo becero e cazzarone, sconsigliatissimo a tutti gli altri.


Giudizio complessivo: 10

Buona visione e alla prossima,

Luca Rait




Trailer




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