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Black Mirror


  • Autore: Charlie Brooker
  • Stagioni: 2 + 1 ep. speciale
  • Periodo: 2012 - in corso
  • Episodi: 7 da ~ 45 min
  • Tempo totale di visione: ~ 7 ore


Recensione no-spoiler
Più ne guardo e più mi convinco che le serie inglesi, almeno quelle che ho recuperato finora, hanno una marcia in più rispetto a tutte le altre. Le guardo rigorosamente in lingua originale, anche per tenermi allenato e consiglio a tutti di fare lo stesso: tra l'altro 'fuck off' suona decisamente meglio di 'vaffanculo' e qui a ogni episodio ne esce fuori almeno uno :D
Forse quindi ho un pregiudizio perché amo la loro pronuncia? Non credo che basti solo questo a colpirmi. Hanno proprio uno stile narrativo differente dai prodotti americani, respiro infatti una migliore ricercatezza, un po' come paragonare i pomposi biopic americani all'impareggiabile The Iron Lady, fanno parte di due pianeti differenti sia nel linguaggio sia nella sostanza. E mi riferisco in positivo ad esempio a The IT Crowd, di cui, nonostante non mi abbia entusiasmato, mi porterò sempre dietro il ricordo delle interminabili risate; oppure a Humans, che pur essendo un remake anglosassone di una serie svedese, ho percepito fin da subito una notevole qualità di fondo. Un caso che tutte e tre le abbia trasmesse Channel 4? In attesa di buttarmi a capofitto su quelle targate BBC..



Black Mirror capisci subito dalle prime scene che si tratta di un piatto da gustare col cucchiaino per non abbuffarti in maniera frettolosa. Devo intanto specificare che rientra nella categoria 'serie antologica' (altro esempio famoso American Horror Story), ovvero è composta da episodi che non hanno nulla a che fare con l'uno con l'altro. Niente tranne un aspetto ovviamente, e per questa serie la chiave di lettura secondo me risiede proprio nel titolo che, per chi non mastica l'inglese, vuol dire Specchio Nero (mi sembra evidente come già parli da sé).

Ho riflettuto su questo, provando a chiedermi se fosse migliore una parola come 'Finestra', che indicasse un'apertura su una certa tematica sociale che fino ad ora magari avevi tenuto in scarsa considerazione. E invece no, 'Specchio' è azzeccatissimo, perché non riflette nient'altro che la tua immagine, quello che tu sei realmente, nessun altro. È la tua psiche a influenzare quello che ci vedi al suo interno, Pirandello docet, tanto più se è di colore nero. Come spiega lo stesso autore in un'intervista, la superficie che rispecchia il nostro Io più oscuro è da intendersi con gli schermi dei nostri dispositivi, che si tratti di monitor o display degli smartphone. La serie dunque vuole esplorare alcuni angoli ciechi del nostra vita e secondo me ci riesce magistralmente.



Si serve infatti dello strumento distopico nella maniera più corretta: la distorsione della società non deve infatti essere il fine della narrazione (come ad esempio accaduto nel comunque godibilissimo The Island di Michael Bay), ma il mezzo per indurre una riflessione che altrimenti difficilmente riusciresti a suscitare. In Gattaca ad esempio l'eugenetica e le conseguenze che essa ha portato vengono usate per farci pensare su quale sia il ruolo dell'individuo in una società che non gli fornisce più opprtunità. Qui invece si esplora lo stretto legame che abbiamo oggi con le nuove tecnologie e i nuovi mezzi di comunicazione, appunto senza spiegarti nei dettagli come funziona la per te nuova realtà della puntata.

I singoli episodi non sono esenti da imperfezioni, che rappresentano però piccoli difetti su una pietra preziosa di grande valore; si servono ognuno di un cast diverso, con conseguente carrellata di vecchie e giovani promesse del panorama britannico; l'ambientazione cambia di volta in volta, non rimane uguale neppure la realtà temporale tanto che all'inizio bisogna sempre sforzarsi di capire in che futuro ci troviamo (domani o fra qualche anno o addirittura decennio?). Alla fine però posso affermare che in 45 minuti si assiste a un piccolo grande film dato che non esistono tempi morti avendo infatti un montaggio sempre serrato. Oltretutto non si possono neanche ascrivere tutti a un genere specifico, un episodio si avvicina più a un thriller, un altro a un dramma familiare, un altro ancora invece a un mistero fantascientifico. Quello che rimane comune a tutti è la tematica principale strettamente connessa con una aspra critica a quello che stiamo diventando, sempre più bulimici di nuovi aggeggi tecnologici..


Consigliatissimo a chi si vuole porre interrogativi sulle mutazioni che la società sta intraprendendo con l'avvento di nuove soluzioni tecnologiche; sconsigliato agli imbecilli che si approccerebbero alla visione con l'intento di intrattenersi e basta.



Giudizio complessivo: 9.5

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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