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Carriers



Regia: Alex Pastor, David Pastor


Trama iniziale

L'umanità è (di nuovo :) ?) decimata da una piaga diffusasi in tutto il mondo. Ormai si tratta di una lotta per la sopravvivenza e non rimangono in molti a combatterla. Il virus infetta le persone lasciandogli una settimana di incubazione dopodiché sopraggiunge una morte atroce in cui abbondano pustole e getti di sangue.

Conosciamo quindi un quartetto di ventenni, due fratelli, la fidanzata di uno e un'altra tizia a caso, che puntano a raggiungere la località in cui fin da bambini i due erano soliti trascorrere le vacanze estive: una casa sulla spiaggia lontana dalla civiltà. Sperano così di sfuggire all'epidemia, nella speranza che prima o poi la situazione si risolva; quantomeno desiderano prolungare la propria esistenza.

Viaggiano ovviamente in auto, equipaggiati di tutto punto con mascherine sanitarie (ridicole!) e litri su litri di disinfettante: il virus infatti si diffonde sia per via aerea sia per il contatto diretto con l'infetto o con oggetti da lui toccati. Peccato che la coppa dell'olio ceda proprio nel mezzo del nulla, vietato infatti percorrere strade un tempi trafficate, e si vedono quindi costretti a fare marcia indietro e supplicare il padre con la figlia infetta che avevano appena sorpassato per chiedergli il favore di prestargli la macchina.


Recensione no-spoiler

Primo lungometraggio per i due fratelli Pastor che siedono allo sgabello della regia. Catalani di estrazione, li ho conosciuti in un ambientazione a loro più familiare, Barcellona, anche lì però irriconoscibile per via dell'epidemia de The Last Days, che rappresenta il loro secondo e finora ultimo lavoro. Pare dunque che il loro leitmotiv sia l'epidemia globale che annichilisce l'umanità, tema al quale do sempre un'opportunità di visione e devo dire che finora non sono mai rimasto deluso (ritengo Contagion il vertice del genere). Hanno poi recentemente firmato la sceneggiatura di Selfless, un thriller fantascentifico, uscendo quindi da tali schemi. Chissà su cosa si vorranno lanciare in futuro :)

La loro scarsa esperienza si avverte fin da subito: la macchina da presa sembra molto artigianale, traballa in continuazione e le inquadrature non rispecchiano i canoni tradizionali. Spesso infatti assistiamo a riprese da angolazioni inusuali che però non si addicono del tutto a un genere che si basa su cliché consolidati. Cliché che qui abbondano dall'inizio fino alla fine, difficile per un veterano incappare in un colpo di scena. 

Si percepisce poi anche qui, come in The Last Days, la scarsezza del budget: espedienti come il non andare in superstrada, anche se hanno una loro logica, nascondono secondo me la difficoltà economica di girare in strade che non siano in aperto out-back australiano (o forse tra la mura di uno studio?). Tanto è vero che in un film che tratta di infetti, di questi se ne vedono pochissimi e quei pochi che compaiono si vede lontano un miglio essere sotto chili di semplice trucco.

Nel cast troviamo un Chris Pine, da poco reduce dal film che lo ha reso noto al pubblico mondiale, Star Trek, che nel ruolo del cazzone imbecille riesce in pieno, Lou Taylor Pucci, già visto in altri horror come Spring e La Casa e la docile Emily VanCamp, vessata all'inizio di The Ring 2. Gli altri personaggi non meritano menzione.

Secondo voi come si è infettato il tizio che doveva sorvegliare il resort, per capirci meglio quello che si faceva il bagnetto in piscina? Scrivetemelo nei commenti! (secondo me si è tolto la vita per la noia) XD 


Consigliato ai preppers, che, se non sapeste chi fossero, sono coloro i quali si preparano a ogni tipo di apocalisse, epidemia infettiva inclusa; sconsigliato a chi si aspetterebbe da questo film orde di corpi malaticci che assaltano ogni cosa.



Giudizio complessivo: 6

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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