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The Dark Side of The Moon


Gruppo: Pink Floyd 


Basterebbe solo la leggendaria copertina con al centro il prisma attraversato dal fascio di luce lineare (la monotonia della vita quotidiana) che si trasforma in un arcobaleno multicolore (l’ingresso in un mondo ultraterreno, magico e psichedelico, dove gelatai e pusher collaborano per produrre all’unisono alimenti deliranti) per dare un 10 e lode complessivo e finirla qui!


  
Per la prima volta mi accingo a recensire un album (e che album, signori!) dopo libri e, soprattutto, film e per sverginarmi con questo tipo di compito meglio non ci poteva essere che uno dei più (se non il più) iconici ed emblematici album della storia della musica, una pietra miliare del genere rock e non solo, un inaudito viaggio su di un pentagramma fatto di celestiali note paradisiache (o infernali, visti i temi trattati).

Al loro ottavo album in studio, gli allora ragazzini Roger Waters (basso), David Gilmour (chitarra), Richard Wright (tastiera) e Nick Mason (batteria), senza la presenza del mitico Syd Barrett, uscito dal gruppo per un grave crollo psicologico nel ’68 (e a cui sono ispirati alcuni temi presenti nelle tracce del disco), sfornano 10 singoli da orgasmo immediato e scalano la classifica 1973 con la stessa rapidità con cui il VOSTRO beneamato J-Ax si fuma mezza piantagione giamaicana (ed ancora oggi lotta per il primato di album più venduto di tutti i tempi con Thriller di Michael Jackson….proprio due bazzecole, come guardare Albinoleffe – Feralpisalò). 


Indimenticabili tutti i pezzi: nel Lato A (ma che ne sanno i gggiovani) si passa dall’assuefazione data da Speak to Me/Breathe al ticchettio di Time (ideato da Alan Parson) fino alla REGINA The Great Gig in the Sky, che tratta il tema della morte (e, in parallelo, anche quello dell’orgasmo?) come nessuno ha mai fatto prima, merito soprattutto dei polmoni di Clare Torry, il cui assolo sale sul podio dei più pazzeschi “urli” della storia della musica.

Nel Lato B (ma che ne sanno I gggiovani part 2), invece, si parte a bomba con la cinica e corrosiva Money per passare subito alla più armoniosa ed ipnotica Us and Them (scartata da Michelangelo Antonioni per il suo Zabriskie Point ritenendola “troppo ecclesiastica”), fino ad arrivare alla conclusione con Brain Damage, scritta pensando all'ex compagno Syd Barrett, ed Eclipse, che tratta il tema della veridicità dell’eclissi lunare paragonato alla follia umana.


I temi trattati sono di una profondità indescrivibile: la morte, il conflitto interiore, l’alienazione mentale, il tempo che corre incessantemente, il Dio dollaro, rapporto con l’altro, la lucidità della follia e la confusione della normalità….

E IL SETTIMO GIORNO DIO CREÒ I PINK FLOYD, I QUALI, DURANTE L’OTTAVO GIORNO, DIEDERO VITA (insieme agli apostoli Alan, Clare etc. nella Terra Sacra di Abbey Road) ALLA BIBBIA FATTA MUSICA (Crocifisso vs. Prisma dei Pink Floyd….arduo duello).

IL DISCO. PUNTO.

Giudizio complessivo: 11
Buon ascolto,






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