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Ghost Stories


Regia: Jeremy Dyson, Andy Nyman

Ho avuto la grande fortuna di vederlo all'anteprima italiana seguita da un incontro con lo stesso Martin Freeman, perciò diciamo che è stata un'esperienza piuttosto emozionante e che non dimenticherò difficilmente.


Ghost Stories si presenta all'inizio come un horror sul soprannaturale molto, troppo classico e, per questo banale ma, fin dai primi minuti, nonostante la trama sembri molto poco originale e stimolante, si percepisce una certa ricerca di un'identità ben precisa e, allo stesso tempo originale.

Nonostante questo tentativo, la parte iniziale l'ho trovata molto debole e sicuramente poco spaventosa.


È, finalmente, nella parte centrale (il film è diviso in maniera molto chiara e netta tramite racconti sotto forma di casi differenti) che questo film comincia davvero a contraddistinguersi dal panorama horror attuale, comincia ad apparire come qualcosa di molto diverso ed estremamente interessante rispetto all'inizio poco convincente.

Cambia l'atmosfera che si fa sempre più bizzarra e fuori dal normale, grazie ad un umorismo molto particolare, un mix funzionale di umorismo nero e quello demenziale quasi da parodia, e ciò che stupisce di più è che funziona benissimo, soprattutto grazie alla straordinaria interpretazione di Alex Lawther, giovane attore che, come penso molte persone, ho conosciuto con la serie Netflix di cui è protagonista, ovvero The End of the F***ing World; e che qui riesce ad essere credibile in ognuna delle innumerevoli espressioni che compaiono sul viso del suo personaggio.


E quando sembra che si sia raggiunto l'apice della stranezza del film, arriva la terza parte, e il tutto si fa ancora più bizzarro e ancora più interessante, un susseguirsi di brillanti colpi di scena davvero ben congegnati e perfettamente inseriti in un puzzle di tessere una più curiosa, bizzarra, assurda e originale dell'altra.

La regia mi ha davvero colpito in alcuni momenti con delle inquadrature inusuali e davvero ben studiate; ottimo poi il lavoro svolto dal cast, primo tra tutti il suddetto Lawther, molto bravo anche il protagonista Andy Nyman, che entra perfettamente nel suo ruolo e risulta molto credibile, impossibile poi non elogiare Martin Freeman che qui svela un nuovo lato di sé interpretando in maniera davvero gratificante un ruolo particolarmente insolito per lui, ma che ha saputo gestire perfettamente. 


Peccato per una conclusione troppo chiusa per un film così aperto e ricco d immaginazione, che impedisce al film di trovare un'identità totalmente chiara e definita, nonché definitiva.

Giudizio complessivo: 7+
Buona visione,





Trailer


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