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Repo Man




Regia: Miguel Sapochnik


In un futuro non troppo lontano sarà possibile sostituire i propri organi difettosi e ammalati con altri sintetici di ottima fattura ma, ovviamente, molto costosi. La gente spesso pagherà a rate questi ricambi sintetici e, nel caso qualcuno non se lo possa più permettere, un recuperatore dell'Agenzia verrà a riprendersi forzatamente l’organo, causando in molti casi la morte dell’individuo stesso.

Remy è un recuperatore, forse il migliore sulla piazza, e tutto va per il verso giusto nella sua vita fino a quando sarà lui stesso vittima di un incidente e gli verrà trapiantato un cuore artificiale molto costoso, trasformandolo in una di quelle vittime che tanto trattava con superiorità..

Il film è azione con qualche spruzzata di fantascienza mista a risvolti etici e morali, anche se purtroppo quest’ultimo aspetto non è stato sviluppato a dovere. In Repo Man infatti ci saranno tantissime scene d’azione con tassi di violenza insolitamente alti per questo genere di film e questo porta, inevitabilmente, ad una minor resa “simbolica” del film che perde sicuramente parte del suo messaggio tra un pugno e una coltellata. 


Una morale comunque resta, ed è la critica alle grandi multinazionali in generale e in questo caso anche alla sperimentazione biomedica che, se da un lato permette alla gente di sopravvivere, dall’altro la costringe ad una vita da reietti a causa dell’impossibilità per la maggior parte delle persone di pagare per intero gli organi installati nel loro corpo.

Jude Law interpreta il protagonista ma, rispetto ad altri suoi film, ci mostra una prestazione sottotono che non esalta in pieno le sue potenzialità; Forest Whitaker invece entra bene nel suo personaggio, il fidato compagno di Remy, e conferisce al film un aria più leggera con le sue battute e il suo humor nero mai troppo inappropriato.

Nota positiva per i colpi di scena disseminati qua e là per tutta la pellicola. Non aspettatevi nulla di sbalorditivo, ma piccole chicche per spezzare il ritmo e rendere la visione più fluida e piacevole.


La colonna sonora non è male e rievoca molti brani del passato che ben si sposano con la freddezza chirurgica di Law, mentre la scelta dei colori rispecchia le condizioni dei vari luoghi che visiteremo: tinte blu scuro e nere per la città, bianche e azzurre per gli interni della Unity e marrone/gialle per i palazzi abbandonati, rifugi per tutti coloro che non hanno pagato le rate.

Molto buoni anche gli effetti speciali, ossa spezzate, tessuti aperti e organi artificiali che sembrano particolarmente veri e riescono a dare un tocco di realismo al film che male non fa.

Repo Man è quindi un film con delle ottime premesse ma che non riesce a far centro. Resta comunque una pellicola più che godibile e consigliata a tutti gli amanti dei film d’azione con un po’ di sana violenza.

Giudizio complessivo: 6.5

Buona Visione,

Stefano Gandelli


Trailer





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