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Dunkirk


Regia: Christopher Nolan

Dunkirk, un luogo poco conosciuto ai non appassionati di storia ma che ha segnato, durante la seconda guerra mondiale, una grande svolta.

L’avanzata tedesca all’interno del territorio francese ha messo in ginocchio la nazione e ha costretto le truppe inglesi e francesi a rifugiarsi proprio a Dunkirk, un paesino sulla costa settentrionale della Francia dal quale 400.000 soldati aspettano barche e navi per poter attraversare la Manica e arrivare nel Regno Unito, libero dai tedeschi. Le manovre di spostamento non saranno però semplici e l’aviazione tedesca darà parecchio filo da torcere agli alleati che dovranno lottare con ogni mezzo per sopravvivere.

La pellicola, nemmeno a dirlo, è superba sotto ogni punto di vista: attori, sceneggiatura, fotografia, sonoro, atmosfera e montaggio. Tutto è al suo posto, una macchina perfetta che continua la sua corsa per quasi due ore indisturbatamente e che regalerà più di qualche sorpresa.

Nolan, si sa, adora giocare con il tempo e con la narrazione; Dunkirk non è da meno e vedremo scorrere sullo schermo tre storie diverse, ognuna delle quali copre un diverso arco temporale: nell’episodio Il Molo seguiremo per una settimana il ruolo delle truppe di terra, bloccate sulla spiaggia e ansiose dell’arrivo dei soccorsi; nell’episodio Il Mare saremo con una famiglia inglese disposta ad andare a Dunkirk, in giornata, per cercare di salvare quanti più soldati possibile; nell’episodio In Cielo saremo per un ora i co-piloti di Tom Hardy, aviatore inglese che dovrà difendere dall’alto le truppe.


Hans Zimmer, compositore della colonna sonora, riesce con i suoi potenti brani a rendere perfettamente l’idea di una fine imminente, facendoci calare nelle uniformi di quei poveri soldati imprigionati sulla spiaggia, senza apparente via di scampo, conferendo all'opera ansia e magniloquenza. Curiosa anche la scelta di tenere in sottofondo per la quasi totalità della pellicola il ticchettio di un orologio, altro elemento che vi terrà sulle spine dal primo all’ultimo momento.

Il cast ovviamente è stellare, dal sopracitato Tom Hardy (statuario, come sempre) ad Harry Styles, l’ex-One Direction che si dimostra un ottimo attore, specialmente considerato che si tratta del suo primo lungometraggio. Molto bravi anche tutti gli altri attori, ognuno calzante nel proprio ruolo e assolutamente sul pezzo. Particolare la sceneggiatura, che vede pochi dialoghi, perlopiù di circostanza, e un uso sovrabbondante del silenzio, raro nei film di oggi ma particolarmente apprezzato.


Altro indiscutibile punto di forza è dato dalla scenografie e dalle location. La scelta di girare dove si sono veramente svolti i conflitti permette di comprendere meglio ciò che il cineasta ci vuole comunicare e anche l'uso di vere navi ed aerei rende il tutto molto più vero ed immersivo, facendoci sentire parte pulsante della tragedia in atto. Bellissime le riprese sulla spiaggia con centinaia di migliaia di soldati disposti in file, in attesa di una nave che li porti in salvo, stando attenti a non venir colpiti da una bomba sganciata dall'esercito tedesco.

La scelta dei colori tendenti al blu e al bianco rende il tutto triste e sconsolato al punto giusto, rappresenta la mancanza di fede nel futuro, esaltando le bianche spiagge di Dunkirk in opposizone al blu profondo del mare e del cielo. Il continuo inserimento di elementi dai colori rosso/arancio (come le esplosioni) crea il già visto contrastocromatico che ormai spopola nel cinema in qualsiasi genere cinematografico e che Nolan aveva già fatto suo nel Cavaliere Oscuro. Non dico che sia un abbinamento che funziona poco, anzi, ma sarebbe stato interessante vedere qualche altro abbinamento cromatico più inedito.


Per concludere, Dunkirk è un film geniale che riesce ad inserirsi di prepotenza tra i moderni classici e, a parere mio, uno tra i migliori film di guerra mai realizzati. Consiglio caldamente la visione a chiunque.



Giudizio complessivo: 9.5

Buona Visione,


Stefano Gandelli



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