Atroz

Regia: Lex Ortega


Avete mai preso un pugno in faccia?
Se la risposta è no, ma volete provare la sensazione, ecco...il film di questa recensione è quello giusto per voi.

Se invece la risposta è si, e volete riprovare la sensazione...ecco anche per voi questo film è perfetto.
In poche parole, sei masochista? Allora guardati sta pellicola e stai zitto.
Ma partiamo dal principio.

Atroz, o Atrocious, è un horror semi-mockumentary messicano del 2015 diretto dal malatissimo Lex Ortega e sponsorizzato dall'ancora più malato "re dei cannibal movie" sir Ruggero Deodato in persona.

Poteva uscire qualcosa di brutto, da codesti ragazzuoli?
No. Cazzo no.

La trama è semplice quanto efficace: due uomini vengono arrestati per un incidente stradale, a seguito del ritrovamento di una pistola e di una cassetta dove la coppia aveva registrato la tortura e l'omicidio di un transessuale. A seguito di ciò, salgono a galla altri videotapes.


Ora, ammetto di non aver visto Atroz impreparato.
E se lo avessi fatto, probabilmente ora non sarei qui a scrivere la recensione al lume della mia cara candela, bensì in un ospedale psichiatrico, dopo essermi cavato gli occhi.
Scherzo.
Ma non tanto.

Dopo questa premessa, che di sicuro vi avrà fatto capire quanto questo film sia leggero, passiamo ad analizzarlo.

Prima di tutto Atroz è strutturato in maniera simile a quella del capolavoro di Deodato (Cannibal Holocaust naturalmente), esso presenta varie parti riprese in stile mockumentary, che sono rispettivamente relative ai 3 snuff movies che la pellicola ci offre.

I tre fake snuff (che ci vengono mostrati in ordine cronologico), sono uno più malato e violento dell'altro, fino a raggiungere il limite sopportabile da chiunque...e dico, chiunque, nel videotape finale.

Ora, ad una prima lettura, Atroz potrebbe sembrare lo stesso fake snuff movie amatoriale il cui solo intento è quello di shoccare, un po' come il caro August Underground.
Ma non è cosi.

Lex Ortega modella sapientemente il suo Atrocious, non facendolo cadere nei difetti dei suoi colleghi (il film di Vogel su tutti).
Il regista prima di tutto decide, intelligentemente, di far vedere i videotapes uno alla volta, intervallandoli con scene girate in modo canonico.
E non ho potuto non apprezzare questa idea, che riesce in un intento per me fondamentale: non saturare fin da subito lo spettatore con sangue e violenza, che è il primo motivo di noia nello spettatore. E August Underground insegna.

Ma, attenzione attenzione, Atroz NON è il solito film che vuole soltanto shoccare lo spettatore, nonostante ci riesca benissimo, ma anche farlo riflettere.

E, in questo caso, si avvicina molto di più ad "A Serbian Film".
Ortega firma un opera densa di significato e con una aspra, asprissima critica. Non a caso, il film si apre proprio con dei terrificanti dati riguardanti gli omicidi avvenuti in Messico, mentre in sottofondo passano immagini di degrado, criminalità e prostituzione.


Atrocious perciò colpisce, distrugge, annichilisce lo spettatore, e lo fa in diverse maniere, non solo ricorrendo al gore.

Il film riesce a estraniare chi lo guarda, non da personaggi per cui provare empatia e stravolge le carte in tavola in un finale significativo, quanto azzeccato.

"There's always a tougher one" recita il poliziotto, nei minuti finali.
E il nostro Goyo, uno dei due killer, lo capirà a sue spese. Lui, un frutto della violenza e del degrado messicano.
Un degrado che si respira a pieni polmoni in questa opera, una pellicola che non ha paura di mostrare la violenza e il gore.

Ortega infatti si spinge al limite, dove nessuno era mai arrivato prima, e lo fa come già detto, nell'ultimo malatissimo videotape
Dannatamente shoccante.
Con una violenza tale, da obbligare lo spettatore a chiudere gli occhi, e allo stesso tempo impossibilitato a farlo.

In conclusione, Atroz è uno shock movie eccellente, uno dei migliori in questo campo, vera perla del cinema underground. 
Se avete uno stomaco di ferro, non perdetelo, sono certo che non ne rimarrete delusi.
In caso contrario, la visione è davvero sconsigliata.

Giudizio complessivo: 7.5
Buona visione,




Trailer



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