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Hostel: Part II


Regia: Eli Roth

Eli Roth, dopo che il suo primo Torture Porn ha riscosso un notevole successo tra gli amanti dell'horror decide, due anni dopo, di realizzare un secondo capitolo.
E squadra che vince, non si cambia. O no?

Ed ecco qua, che nel 2017, esce Hostel: Part 2, sempre con Eli alla regia, e Quentin Tarantino come produttore insieme a Scott Spiegel. Nome che ritornerà, purtroppo, nel terzo e (per ora) ultimo capitolo della saga.
Anche la trama è per lo più identica, soltanto che, invece di tre ragazzi in cerca di sesso, ci sono tre ragazze in cerca di...sesso.
Più o meno.

Ma andiamo al punto: cosa migliora e cosa peggiora dal primo al secondo capitolo?

Hostel 2 è senza dubbio una versione "migliorata" del primo, e non può che essere un bene.
La fotografia è molto più curata, i dialoghi non sono scandalosi e la regia è degna di nota.


Uno dei meriti maggiori di Eli in questo capitolo è riuscire a valorizzare di più il paesaggio slovacco, rendendolo ancora più tetro...e dannatamente affascinante.
Anche la festa tradizionale che anticipa i rapimenti e le successive torture è senza dubbio di maggiore effetto rispetto a quella che ci viene presentata nel primo Hostel, con donne prosperose e alcol a volontà (buono per gli occhi, ma rovinava l'atmosfera).

Davvero molto azzeccata anche la scelta di seguire l'evoluzione dei due aspiranti carnefici da agnellini a veri e propri killer perversi (E viceversa).

Ma il sangue?
Non c'è da preoccuparsi a riguardo, anche questo sequel è abbastanza tosto e soddisferà le anime più sanguinolente, nonostante qualche tortura off-screen che stona un pochino.


Attenzione per i maschietti più sensibili però, perché potrebbero avere qualche problemino negli ultimi minuti di film...chi lo ha già visto, sa a cosa mi riferisco.

Ma, arriviamo al punto dolente.
E quale può essere, in un film di Roth, se non il trash? Eh già, anche qui il nostro caro Eli si fa prendere la mano.
Tra un gatto vampiro in CGI e...e...la fottuta scena finale!
Mio Dio il finale!
Avrei PERSINO preferito un "tutti felici e contenti" pur di evitare QUELLO. Una delle scene più inutili nella storia del cinema.

Anche qua, come nel precedente Hostel, la mancanza di maturità del regista ha influito sulla riuscita finale del film.
Però, qua dobbiamo renderne atto, i miglioramenti ci sono stati, e il secondo capitolo è mezzo passo avanti al primo.

Il miglior Roth dopo Cabin Fever.

Giudizio complessivo: 6.8
Buona visione,





Trailer



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