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Body Bags – Corpi Estranei


Regia: John Carpenter, Larry Sulkis, Tobe Hooper

Qualche anno fa, in una sera verso mezzanotte, facendo zapping nel buio, sdraiato sul letto della mia camera, mi imbattei per caso in questo sconosciuto Body Bags – Corpi Estranei, in onda su Rai Movie. Già dal titolo sembrava interessante, ma leggere nelle info una cosa tipo “I maestri dell’horror Carpenter e Hooper dirigono un’antologia di storie del terrore ricca di humour nerissimo” è stato un colpo di fulmine immediato, un’incontenibile eiaculazione notturna!Però (porca puttana!) il giorno dopo c’era scuola e, se fossi andato a letto dopo le due, la mattina seguente mi sarei alzato nelle stesse condizioni di un tossico dopo il veglione di capodanno….così vidi solo 5 minuti.

Fortunatamente, però, qualche mese dopo lo trovai completo e, in quel soleggiato pomeriggio estivo, vidi uno degli horror più influenzanti e divertenti della mia infanzia.

Body Bags è un film tv voluto da John “The Prince of Darkness” Carpenter nel 1993. Ovviamente non è uno dei migliori film di Carpenter, ma sicuramente è un’opera che affascina per come unisce l’uso del sangue ad un macabrissimo humour inglese. Insieme a Carpenter, Tobe “Non Aprite Quella Porta” Hooper e lo sconosciutissimo Larry Sulkis (che se la prese anche nel culo, poi vedremo perché).

Il film è formato da una storia cornice (diretta da Hooper) nella quale uno strano coroner di una camera mortuaria (interpretato da un camaleontico e, per me irresistibile, John Carpenter) racconta tre storie con protagonisti quelli che erano vivi ma che ora riposano in suddetto obitorio, riprendendo molto lo stile narrativo di Creepshow, capolavoro fumettistico del 82 di George A. Romero & Stephen King.

Ma facciamo l’autopsia di ogni episodio:

EPISODIO CORNICE: L’Obitorio (diretto da Tobe Hooper):

Notte fonda. Il bizzarro coroner di un ospedale (decrepito più dei suoi amici defunti) si aggira per la camera mortuaria e ci presenta, tra una battuta nerissima e l’altra, le storie del film.

Strepitosa scena iniziale dove Carpenter, in mezzo ad un cerchio simile alle foto presenti sui loculi cimiteriali, impugna e rumoreggia con una motosega (evidente parodia del logo col leone della Metro Golden Mayer). Da “morire” dal ridere quando, con una calma olimpica, gioca con i pezzi dei cadaveri (teste, occhi, tette siliconate….). Colpaccio di scena finale che strappa un beffardo sogghigno allo spettatore. Camei finali del comico Tom Arnold e dello stesso Tobe Hooper.


È stato molto criticato per la buffa recitazione di Carpenter (un po’ come Tarantino in Dal Tramonto All’Alba), ma a me ha fatto ridere da pazzi e sicuramente non gli manca una certa mimica (soprattutto nello sguardo, ma ovviamente è un opinione personale).

Come in Ai Confini Della Realtà, anche qui il prologo è la cosa più riuscita del film!

GIUDIZIO: 10


PRIMO EPISODIO: La Stazione Di Rifornimento (regia di John Carpenter): 

Una giovane ragazza accetta un lavoro presso una pompa di benzina dispersa in mezzo ad una strada deserta. Non può neanche immaginare che di lì, quella notte, passerà un killer psicopatico che cercherà di farla diventare la sua nuova vittima….

Carpenter classico, con tensione a palla, ragazza protagonista e un killer immortale (assomiglia veramente tanto ad Halloween e questo è sicuramente un bene).

Camei del compianto Wes Craven, di Sam Raimi e di David Naughton (il lupo mannaro americano dell’omonimo film di Landis).

Un gioiellino di pelle d’oca (poi quel dipinto nel bagno, cazzo quel dipinto nel bagno è la cosa più spaventosa del film).

Tra i tre episodi, questo è sicuramente il migliore.

GIUDIZIO: 9.5


SECONDO EPISODIO: Hair (di Larry Sulkis):

Un uomo di mezza età è terrorizzato dalla propria calvizie e farà di tutto per avere una capigliatura alla Lorenzo Lamas, pure farsi impiantare una chioma di folti capelli che cresceranno, e cresceranno, e cresceranno….

Finale in pieno stile di Ai Confini Della Realtà.

Un istrionico Stacy Keach è il protagonista dell’episodio più demenziale del lotto, ma anche quello meno riuscito. Fa molto ridere, però, la scena dove è circondato da umani e cani capelloni.

Fu diretto da questo Sulkis, ma poi venne spacciato per un altro episodio di Carpenter….ma si vede benissimo che il maestro qui non ha fatto un belino! 

GIUDIZIO: 7


TERZO EPISODIO: Eye (di Tobe Hooper)

Mark Hamill (Luke Skywalker) interpreta un giocatore di baseball che, a causa di un tragico incidente d’auto, perde un occhio. Fortunatamente i medici che lo curano riescono a trapiantargli il bulbo oculare estratto ad un cadavere. Tutto procede per il meglio, finché il nostro Mark non inizia a vedere terribili eventi, come femminicidi e parti di corpi umani….

Storia non troppo originale che però funziona molto bene, soprattutto grazie alla performance di Hamill e alle numerose visioni (il braccio nel tritarifiuti è sicuramente la migliore).

Rispetto ai precedenti qui non vi è traccia di aspetti comici.

Cameo del re dei B movies Roger Corman.

Finale bellissimo e, ovviamente, violentissimo. 

GIUDIZIO: 8 


UN GRAN BEL FILM DELLA MEZZANOTTE CHE DIVERTE E METTE I BRIVIDI (non un’impresa facile), CONSIGLIATO A TUTTI GLI AMANTI DEL HORROR PER VIA DEI VARI GENERI (body horror, slasher, fantascienza) E ANCHE A CHI VUOLE AVVICINARSI AL GENERE; SCONSIGLIATO A CHI FA IMPRESSIONE VEDERE DUE TESTE DECAPITATE BACIARSI….NON È DA TUTTI I GIORNI!

Giudizio complessivo:
Buona visione




PS: i body bags sarebbero i sacchi neri dove vengono messi i cadaveri….così, giusto per puro titolo informativo.



Trailer



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